DALL'ITALIA15:00 - 04 luglio 2010

Niccolò Fabi da Il giardiniere a Solo un uomo

Tappa per tappa, la carriera del cantautore romano che un lutto improvviso ha temporaneamente allontanato dalle scene

di Valentina Caiani
<p>Niccolò Fabi da <em>Il giardiniere</em> a <em>Solo un
uomo</em></p>

Nato a Roma nel maggio del 1968, Niccolò Fabi, il mondo dello spettacolo l'ha sempre respirato. Figlio di un produttore discografico, tra le prime esperienze lavorative conta quella di assistente di palco, tra gli altri per Alberto Fortis, e batterista in una tribute band dedicata ai Police.

Laureato in filologia romanza, esordisce nel 1997 al Festival di Sanremo nelle Nuove Proposte con il brano Capelli. La canzone vince il premio della Critica e diventa uno dei tormentoni dell'estate, complice anche la perfetta armonia tra versi e presenza dell'interpete, un bel ragazzo alto, dagli occhi chiari e con un groviglio di ricci voluminosi sulla testa.
Al successo del singolo segue quello di un album, Il giardiniere, e il cantautore viene inserito nella cosiddetta Nuova scuola romana, accanto ai colleghi Max Gazzè, Daniele Silvestri e ai Tiromancino (Federico Zampaglione e Riccardo Sinigallia), che ha conosciuto e frequenta nei club romani, in particolare Il Locale.

Un anno dopo, Niccolò Fabi è di nuovo sul palco dell'Ariston, questa volta tra i big, con Lasciarsi un giorno a Roma, singolo che anticipa un nuovo album, Niccolò Fabi, e un altro tormentone, Vento d'estate, cantato assieme a Max Gazzè, a cementare un'amicizia e un successo generazionale condiviso.

Il terzo album, Sereno ad Ovest, arriva nel 2000, e segna l'apertura sul mercato internazionale: Niccolò Fabi divide il palco con Sting, come supporter del suo tour italiano, e lavora a un'edizione spagnola dei suoi lavori.

Nel 2003 arriva La cura del tempo, che, con titoli come Il negozio d'antiquariato o Lentamente, è incentrato proprio sul sentimento dello scorrere dell'esistenza.

L'inizio del nuovo millennio è ricco di collaborazioni: Fabi canta con Fiorella Mannoia (Offeso) e lavora con Edoardo Bennato al suo progetto La fantastica storia del pifferaio magico. Nel 2006 registra il suo nuovo album all'estero, a Novo Mesto in Slovenia, alla ricerca di una svolta, nuove parole e diverse sonorità, lontano da casa. Il progetto prende il nome proprio dalla località dell'Est e anticipa un'altra esperienza fuori dall'Italia, un documentario tra musica e charity, Live in Sudan.

Dopo il viaggio in musica in Africa e un progetto a più autori sul tema della violenza, Violenza 124, il 2008 segna per Niccolò Fabi due momenti biograficamente importanti: i 40 anni, ma soprattutto la paternità. E alla nuova esperienza di padre si ispira in buona parte l'ultimo album Solo un uomo (2009), il cui tour estivo viene ora a spegnersi proprio per la perdita improvvisa e tragica della figlia.


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