DALL'ITALIA08:44 - 09 luglio 2010

La stampa in sciopero

La redazione di Style.it aderisce allo sciopero contro il ddl Alfano

di staff Style.it
<p>La stampa in sciopero</p>

Care lettrici e cari lettori, con il Disegno di Legge Alfano è in via di approvazione alla Camera un provvedimento in tema di intercettazioni telefoniche che limita, in maniera determinante, l'attività di noi giornalisti. In realtà, questo provvedimento è in primo luogo contro voi lettori: contro i cittadini comuni e contro la democrazia nel nostro Paese.

Costituisce infatti una grave manomissione del diritto a essere informati, per esempio sulle indagini in corso e persino sui processi. Subordina la libertà di stampa a modi, tempi e autorizzazioni che di fatto la mettono "sotto tutela" e la imbavagliano. La difesa della privacy e della riservatezza va perseguita con determinazione ed efficacia, ma non può essere la scusa per cancellare il diritto a una libera e corretta informazione.

Contro questo disegno c'è stata la straordinaria mobilitazione nazionale del sindacato dei giornalisti, la Fnsi, insieme con molta parte della società civile. Fino a sfociare nella "Giornata del Silenzio" di venerdì 9 luglio 2010. I giornalisti dei Periodici aderiscono (hanno aderito) con convinzione alla protesta, con un giorno di astensione dal lavoro e il blocco degli aggiornamenti dei siti per la giornata del 9 luglio.

Anche i giornalisti di Style.it e Vanity Fair, come tutti i giornalisti dei periodici,hanno aderito con convinzione alla protesta, con un giorno di astensione dal lavoro e il blocco degli aggiornamenti dei siti per la giornata del 9 luglio.


I Comitati di Redazione di: Abitare/Segesta - Cairo Editore - Condé Nast - Domus - Gruner+J/M - Hachette - Mondadori - Quadratum - Rcs Periodici - Rizzoli Publishing- Sfera Editore -Universo-Hachette Marie Claire e di Periodici San Paolo


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RISULTATI
cinzia 74 mesi fa

per quanto mi riguarda non sento questo pericolo di essere spiata, non capisco il timore di Roberta, cosa le fa pensare di essere intercettata quando parla al telefono? forse le sue amicizie sono così compromettenti da prevedere che un giudice richieda l'intercettazione della sua conversazione. Solo in questo modo si giustifica quanto ha scritto. oppure meglio che si informi più accuratamente sulle modalità delle intercettazioni!!!

eliana 74 mesi fa

Assolutamente d'accordo.

Roberta 74 mesi fa

Vergognatevi ! Questa è pura e semplice demagiogia ! Non capite che nessun privato cittadino riesce più a parlare in pace al telefono anche dei fatti più innocenti per il terrore di essere costantemente spiato ?? E'certo che i mafiosi o le persone sotto inchiesta o con processi penali in corso o futuribili saranno SEMPRE intercettati,ma le persone comuni non devono essere sottoposte a questo giogo.A me viene da morire dal ridere quando,anche per compare uno spazzolino da denti bisogna firmare pagine e pagine di autorizzazioni alla privacy,ma quando la privacy viene VERAMENTE VIOLATA,niente ?? E,voi,cari fantastici giornalisti,non siete capaci di fare una belle protesta VERA per tutto cio ?? Possibli che siate così politicizzati da voler far finta di non capire ?? STRAVERGOGNA a tutti voi!!!

Il sono brasiliana, pero io amo italia e sono con voi, libertà già...

lilithcarla 74 mesi fa

Solidale con Voi al 100% .Uno sciopero doveroso. Che fare? Io dico alle prossime elezioni non recarsi alle urne..una protesta che sia la più massiccia possibile... Libertà di stampa e libertà di pensiero. Vespa Piercarla

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