DAL MONDO16:14 - 13 luglio 2010

Il mullah Omar è finito, Al Qaeda no

Un vecchio ministro conferma: «È nelle mani dei pakistani». Buona notizia? Mica tanto

di Imma Vitelli
<p>Il mullah Omar è finito, Al Qaeda no</p>
PHOTO NOOR

Prima l'annuncio bomba: il mullah Omar, il capo dei talebani, l'uomo più ricercato del mondo dopo Obama, è stato arrestato. Poi la smentita. Ma un suo vecchio ministro, Arsalan Rahmani (nella foto) che abbiamo scovato a Kabul, a sorpresa conferma: «È nelle mani dei pakistani». Buona notizia? Mica tanto

 

Del mullah Omar («Un uomo semplice, poco consapevole degli affari internazionali») e della sua attuale condizione, ha un'idea precisa: «Tutto fa pensare che sia, in effetti, agli arresti».

Che cosa glielo fa pensare?
«Nelle ultime settimane, in alcune province da lui controllate, i capi dell'insurrezione sono all'improvviso cambiati. A Paktia e Ghazni sono arrivati nuovi comandanti; mentre a Kunduz e a Baghlan c'è stato un avvicendamento dei governatori ombra che l'opposizione armata ha in tutto il territorio».

Crede dunque che il mullah Omar sia davvero a Karachi, in una prigione dell'Isi, i servizi pakistani?
Il vecchio ride di gusto, colpito, credo, dalla mia insistenza. «Non si ecciti tanto. Anche se il mullah Omar è agli arresti, non cambia nulla. È soltanto un uomo. Difficile prevedere dove sia. Quando i talebani si sono dati alla fuga, nessuno sapeva dove fosse finito il loro leader, neppure i membri della Shura (la cupola del movimento, ndr). Parlo per esperienza: prima come mujahed contro i sovietici, in seguito come ministro nel governo dei talebani, ho avuto a che fare con l'Isi per quindici anni. Se uno osserva gli eventi, le pressioni degli americani sul Pakistan, il miglioramento dei rapporti tra Islamabad e Kabul, il recente arresto del vice leader dei talebani, il mullah Brader, se si mettono insieme tutti questi elementi, l'ovvia conclusione è che il mullah Omar sia nelle mani dell'Isi».

Ammesso che sia così, a che gioco sta giocando l'Isi?
«È tutta propaganda. Il Pakistan sta cercando di dimostrare al mondo che non sostiene i talebani. Anche quando hanno arrestato il mullah Brader, all'inizio non hanno confermato la notizia. È il loro modus operandi. Sono praticamente certo che Omar si trova in stato di fermo in un qualche covo dei servizi».

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Fonte[ Vanity Fair ]

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