DAL MONDO19:24 - 12 luglio 2010

La credono un criminale (e l'arrestano sempre all'aeroporto)

Sylvie Nelson, americana, 44 anni, ha nome e data di nascita simili a un ricercato della Georgia. Per questo, da due anni viene fermata al controllo passaporti o alle dogane

di Lavinia Farnese
<p>La credono un criminale (e l'arrestano sempre all'aeroporto)</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

«Non sono io la persona che cercate». Sylvie Nelson, una signora americana di 44 anni, lo ripete da due anni ai molti agenti che la bloccano (e la ammanettano) in aeroporti e dogane: «Non sono io il pericoloso criminale che credete». Lei, è una manager della camera di commercio che viaggia per lavoro. E che, per uno scambio di identità, viene puntualmente creduta un latitante ricercato da lungo tempo per certi guai che ha commesso: un uomo di colore originario della Georgia, che ha però nome e data di nascita simili alla donna.

«Posso capire che si verifichi un errore di identificazione una volta. Ma è incomprensibile che succeda ancora, e ancora», spiega lei, due passaporti, uno canadese e l'altro americano, che per due volte è stata perfino trattenuta in arresto, e che nell'agosto del 2008 aveva ricevuto la promessa, da parte di alcuni agenti di sicurezza, che avrebbero segnalato il caso, così da non scambiarla più per un sospettato eccellente, e da non recarle più disturbo.

E invece l'hanno fermata ancora a dicembre. E a febbraio scorso. La prima volta era coi suoi figli, la seconda col marito.«Non si scusano mai per l'errore», racconta Sylvie. «Dicono solo che stanno facendo il loro lavoro per il bene di tutti».

TORNA ALLA PAGINA DI NEWS


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).