DAL MONDO15:14 - 15 luglio 2010

Il Vaticano introduce il reato di pedopornografia

Le nuove norme al codice sui Delicta Graviora contenute in una lettera indirizzata a tutti i vescovi del mondo

di staff Style.it
<p>Il Vaticano introduce il reato di pedopornografia</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Il Vaticano aggiorna le norme canoniche sui «delitti eccezionalmente gravi» (Delicta graviora) e tra i nuovi reati introdotti spunta anche quello di pedopornografia.

Il codice risale al 2001 e accompagna il Sacramentorum sanctitatis tutela firmato dall'allora pontefice Giovanni Paolo II, in cui si affronta il tema degli abusi sui minori da parte dei sacerdoti.

Oggi la Santa Sede inasprisce le regole (stabilendo per esempio il «ricorso alla legge civile per quanto riguarda la denuncia dei crimini alle appropriate autorità»), attraverso un aggiornamento firmato dal cardinale Levada, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, approvato da papa Benedetto XVI lo scorso 21 maggio e contenuto in una lettera indirizzata a tutti i vescovi del mondo.

Tra le altre novità riguardanti la pedofilia, anche l'allungamento della prescrizione (da dieci a vent'anni) per i reati di pedopornografia e la semplificazione delle procedure per l'allontanamento dalle funzioni clericali dei preti pedofili.


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RISULTATI

Tom Doyle, il Crimen sollicitationis impone categoricamente la scomunica immediata (latae sententiae) a chi denuncia i crimini di pedofilia e che soltanto le gerarchie ekklesiastiche hanno funzione giuridica in simili reati. L’ostacolo è proprio questo: che tutte le cause in corso sono soggette al “segreto pontificio”[1]. In particolare, il Crimen impone che le cause di abusi sessuali siano segretissime e su esse scenda il “silenzio perpetuo”, sia da parte dei giudici canonici sia anche dei testimoni, delle vittime e dei violentatori. Questo va a collidere con le disposizioni civili dello Stato italiano che nell’art. 378 del codice penale punisce a titolo di favoreggiamento personale “chiunque, dopo che fu commesso un delitto per il quale la legge stabilisce l’ergastolo o la reclusione […] aiuta taluno a eludere le investigazioni dell’Autorità, o a sottrarsi alle ricerche di questa”. Secondo il parere del card. Julián Herranz Casado, membro numerario dell’Opus Dei dal 1949, il Crimen,

DAL VATICANO ANCORA FALSITA'. QUELLE NORME SUI DELITTI GRAVISSIMI ESISTEVANO DAL 2001. NOVE ANNI DOPO LA PEDOFILIA CLERICALE CONTINUA IMPERTERRITA. Ad ogni buon conto, è fuor di dubbio che soltanto la collaborazione degli alti gerarchi vaticani nei processi civili, penali e finanziari in corso potrebbe porre un freno all’attività delinquenziale dei prelati. La poderosa rete informativa e spionistica clericale è talmente potente da avere tutti i mezzi per intervenire preventivamente nei casi di abusi sessuali. Ma non se ne parla proprio. E non vi fate di nuovo ingannare dalle dichiarazioni pubbliche della “tolleranza zero”, mentre dietro le quinte essi preparano le vie di fuga dei loro cari “dipendenti”, così come è specificamente indicato nel cosiddetto segreto pontificio. Come ha sottolineato, infatti, Tom Doyle, il Crimen sollicitationis impone categoricamente la scomunica immediata (latae sententiae) a chi denuncia i crimini di pedofilia e che soltanto le gerarchie ekklesiastiche h

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