DALL'ITALIA10:30 - 16 luglio 2010

La manovra economica: dagli statali alle case fantasma, ecco che cosa prevede

Giovedì 15 luglio il governo ha incassato al Senato il voto di fiducia al maxiemendamento al testo della manovra correttiva con 170 sì, 136 no e nussun astenuto

di Giorgio Dell'Arti
<p>La manovra economica: dagli statali alle case fantasma, ecco che
cosa prevede</p>
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PRIMO SI' AL SENATO
Giovedì 15 luglio il governo ha incassato al Senato il voto di fiducia al maxiemendamento al testo della manovra correttiva con 170 sì, 136 no e nussun astenuto. A favore hanno votato Pdl, Lega e Mpa, contrari Pd, Idv, Udc e Alleanza per l'Italia. I senatori a vita non hanno partecipato al voto. Ora il decreto passa all'esame della Camera, dove dovrà essere convertito in legge entro il 30 luglio. Il governo ha già fatto sapere che porrà la fiducia anche a Montecitorio. L'opposizione per voce del Pd ha proclamato per il 16 e 17 luglio due giornate di mobilitazione nazionale.

L'OBIETTIVO
La manovra biennale da 24,9 miliardi di euro dovrebbe consentire, secondo i piani del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, di ridurre il deficit italiano dal 5% del 2010 al 3,9% nel 2011 e al 2,7% nel 2012, in linea con gli impegni presi in sede europea.

L'AUSTERITA'
«Non so se sia un'ideologia ma l'austerità certamente è una necessità e una responsabilità» ha commentato Tremonti che mercoledì 21 luglio sarà in Commissione Bilancio alla Camera per illustrare la manovra appena licenziata.

LA DISCUSSIONE
Le correzioni alla manovra sono state apportate per gran parte nel corso dell'esame in commissione Bilancio. In Aula sono state semplicemente ratificate con il voto di fiducia. Prima di essere votato in Aula, il maxiemendamento è stato discusso per 90 ore complessive in Commissione Bilancio al Senato, spalmate in 30 sedute. Sono stati esaminati 3.020 emendamenti di cui solo 83 hanno ricevuto il via libera. Per stampare testo ed emendamenti sono stati utilizzati oltre 675mila fogli di carta, che coprono una distanza di 195 chilometri.

I TAGLI ALLE REGIONI
Le critiche più feroci, fin dall'approvazione della manovra in Consiglio dei ministri il 25 maggio scorso, sono venute da Regioni ed enti locali, i quali considerano eccessivi i tagli sui loro bilanci. Il testo definitivo prevede infatti che nel biennio 2011/2012 i trasferimenti di fondi verso le Regioni saranno tagliati di 10 miliardi, quelli verso le Province di 800 milioni, quelli verso i Comuni di 4 miliardi. Le riduzioni saranno ripartite secondo criteri stabiliti in sede di Conferenza Stato-Regioni, le Regioni virtuose saranno premiate.

CHE COSA PREVEDE
I punti della manovra che interessano di più gli italiani:

Statali. Dal 2011 al 2013 i contratti del pubblico impiego non saranno rinnovati, gli stipendi saranno congelati ai livelli del 2010 e il turn over sarà ridotto: come regola generale ci sarà un nuovo assunto ogni 5 pensionati, nelle università uno ogni due pensionati. Nell'esercito e nelle forze di sicurezza il ricambio non sarà modificato. Alla fine di questi due anni i dipendenti pubblici passeranno dagli attuali 3,3 a 2,9 milioni. In più il trattamento di fine rapporto (Tfr) sarà versato in due rate se l'importo complessivo è superiore ai 90mila euro; se supera i 150mila euro sarà diviso in tre rate.

Pensioni. Per quanto riguarda le lavoratrici statali dal 2012 viene alzata a 65 anni l'età in cui si raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia (la norma riguarda 20-25mila donne).

Per tutti dal 2011 si passerà dalle finestre fisse alla finestra mobile: si potrà andare in pensione dodici mesi dopo la maturazione dei requisiti vigenti nel caso dei dipendenti e dopo 18 mesi nel caso dei lavoratori autonomi.

Dal 2015 i requisiti di età e la somma tra età e contributi per le pensioni di anzianità e i requisiti per le pensioni di vecchiaia verranno aggiornati ogni tre anni per tener conto dell'aumento dell'aspettativa di vita secondo i calcoli dell'Istat. Per la prima applicazione l'aumento dell'età non potrà superare i tre mesi. In deroga alla norma, il secondo aggiornamento scatterà dal 2019.

Invalidità. La quota minima per ottenere l'assegno d'invalidità rimane al 74% e non viene più elevato all'85% come previsto inizialmente. Ci sarà però una stretta nei controlli: l'Inps da qui alla fine dell'anno farà 250mila verifiche.

Evasione. Per migliorare la lotta agli evasori fiscali e aumentare le entrate sarà adottato un nuovo redditometro: per valutare il reale reddito del contribuente si terrà conto, tra l'altro, del possesso di mini-car, dell'iscrizione in circoli esclusivi, dei viaggi ecc. L'accertamento scatterà con uno scostamento del reddito dichiarato da quello presunto superiore al 20%.

Per controllare meglio le entrate di autonomi e professionisti, la manovra impone di comunicare all'Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva superiori ai 3mila euro e vieta i pagamenti in contanti sopra i 5mila euro.

Case fantasma. Due milioni di case fantasma, cioè mai dichiarate al catasto, sono state individuate e fotografate dall'Agenzia del Territorio. L'elenco è già stato pubblicato dalle Agenzie delle Entrate e per i proprietari c'è tempo fino al 31 dicembre 2010 per mettersi in regola. Stessa scadenza per chi abbia costruito ex novo o ampliato immobili già esistenti senza comunicarlo al catasto («gli interventi edilizi che abbiano determinato una variazione di consistenza, ovvero di destinazione»). I controlli successivi saranno assicurati da Territorio e Comuni.

Libertà d'impresa. Tutti gli atti di autorizzazione, licenza, concessione per l'esercizio di attività imprenditoriali, commerciali o artigianali sono sostituite da un'autocertificazione dell'interessato (Scia). Le segnalazioni non sono valide però nei casi in cui sussistano vincoli ambientali e paesaggistici o nel caso in cui sostituiscano dichiarazioni relative ai lavoratori immigrati. L'attività può iniziare dalla data di presentazione del certificato. Per bloccare questa certificazione le amministrazioni avranno 60 giorni di tempo. Dopodiché scatterà il silenzio-assenzo e l'alt potrà arrivare solo in presenza di gravi danni al paesaggio e all'ambiente.

Pedaggi. Il decreto prevede due tipo di aumenti: il pagamento del pedaggio su 1.270 chilometri di strade fino a questo momento completamente gratuite (tra queste la Salerno-Reggio Calabria e il Grande Raccordo Anulare di Roma); e l'aumento della tariffa, su tutte le tratte autostradali, di un millesimo a chilometro, con un limite non superiore al 25% della tariffa precedente. Questa seconda misura è già entrata in vigore dal 1° luglio. Intanto le associazioni dei consumatori hanno fatto sapere che ricorreranno al Tar, così come faranno la regione Lazio e la provincia di Torino.

Stipendi dei politici. Per i membri del governo la riduzione è fissata nel 10% del compenso per la parte che supera gli 80mila euro lordi, per i dirigenti pubblici il taglio è del 5% per la parte che eccede i 90mila euro lordi annui e del 10% per quella che supera i 130mila annui. È prevista una riduzione lineare del 10% per tutti i ministeri. In più, i gettoni di presenza per gli incarichi in organi di società e enti pubblici non potranno superare i 30 euro. Ridotto del 10% il finanziamento ai partiti.

Dal 2011 sarà tagliata del 20% rispetto al 2009 la spesa per l'acquisto, la manutenzione e il noleggio delle vetture di servizio, cioè le auto blu, e per i buoni taxi.

Farmaci. Fino al 31 dicembre 2010 è prevista una riduzione del 12,5% sul prezzo dei farmaci generici-equivalenti. Dal 2011 il prezzo degli equivalenti sarà adeguato alla media europea, «in misura idonea a realizzare un risparmio di spesa non inferiore a 600 milioni di euro annui che resteranno nelle disponibilità regionali». In più, l'invio telematico delle ricette mediche sostituisce a tutti gli effetti la prescrizione cartacea. I tagli per il controllo della spesa farmaceutica ricadranno non solo su farmacisti e grossisti, ma anche sulle industrie produttrici.

Mini naia. Le ultime modifiche alla manovra hanno inserito anche la mini naia per i ragazzi da 18 a 30 anni. Potranno frequentare corsi di formazione tecnico-pratica della durata di tre settimane organizzati dalle Forze armate, assumendo per quel periodo lo status giuridico di militari. La partecipazione ai corsi sarà aperto a uomini e donne purché in possesso di determinati requisiti fisici, senza condanne o procedimenti penali in corso e permetterà il riconoscimento di crediti formativi per scuole e università. La spesa prevista è di 21 milioni di euro.

Altre misure. Le ultime modifiche alla manovra intoducano anche altre novità. L'assunzione di 250 nuovi magistrati, vincitori di concorso, da finanziare con un aumento del contributo chiesto dallo Stato per adire ai tribunali in sede civile: gli aumenti, commisurati al valore delle pretese, vanno da 3 a 80 euro.

È stato accolta la richiesta della Cisl di rinunciare al blocco degli scatti di anzianità per i docenti della scuola.

È stato rivisto il prelievo sulle riserve tecniche del ramo vita delle compagnie assicurative. Garantirà un gettito di 264 milioni di euro l'anno a regime, ma già nel 2010 porterà nelle casse dello Stato circa 100 milioni di euro (363 nel 2011).

Si accorciano da tre a due mesi i tempi per la riscossione delle somme dovute all'Inps. Dopo 60 giorni l'Istituto potrà emettere l'avviso di addebito che avrà valore esecutivo. Al contrario, si allungano i tempi per il pagamento delle multe dovute dagli allevatori che hanno sforato il tetto delle quote latte: si pagherà entro il 31 dicembre di quest'anno.

È confermata la rateizzazione in dieci anni per la restituzione di tasse e contributi sospesi in Abruzzo dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

Tagli alla cultura. La questione del finanziamento agli istituti culturali è stata separata dalla manovra. Inizialmente era stato fatto un elenco di 232 fondazioni e istituti ai quali lo stato avrebbe negato qualsiasi risorsa. Poi le proteste del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e i rilievi del presidente Napolitano hanno fatto sì che i i finanziamenti fossero ripristinati, anche se ridotti del 50%, a poco più di 10 milioni di euro. Ora sarà direttamente il ministero a decidere dove e come tagliare (il decreto con la nuova assegnazione dei finanziamenti deve essere messo a punto entro settembre).

Sono nella manovra, invece, gli enti pubblici da sopprimere. Sono circa 25, tra cui i più noti Isae (che si occupa di ricerca economica) e Isfol (ricerche sul lavoro).


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