DALL'ITALIA13:56 - 16 luglio 2010

Pietro Taricone, un istant book sulla sua vita e la sua morte

Un instant book con introduzione di Aldo Grasso con ricordi di amici e fan

di Sara Tieni
<p>Pietro Taricone, un istant book sulla sua vita e la sua
morte</p>

S'intitola Taricone la vita che desideri. Sogni, pensieri e giorni da guerriero l'instant book scritto da Tommaso Labranca sull'attore da poco scomparso . Edito da Rizzoli, con introduzione di Aldo Grasso, il libro ripercorre la vita dell'ex concorrente del Grande Fratello, morto il 29 giugno. Abbiamo chiesto all'autore di raccontarci il "suo" Taricone.

Perché ha fatto parlare così tanto la fine di Pietro Taricone?
«Perché non te l'aspettavi. L'ultimo che avresti pensato potesse morire in questo momento era lui. E poi, in questo mondo di corpi giovani e splendenti, come è la Casa del Grande Fratello, la morte è l'unica ospite che non immagini possa entrare. Quando Pietro è morto è come se fosse morto il più piccolo della famiglia, non una vecchia zia. E poi perché era un persoanggio in crescita: non era ancora un attore eccelso, ma si stava impegnando».

Era giovane e in crescita professionale.
«Se ne è andato così giovane e per questo c'è stata molta risonanza. E le modalità della sua morte, durante un lancio con il paracadute, rientrano nel suo personaggio. La sua morte è stata quasi un'opera d'arte. Come è accaduto per Lady Diana: da questi personaggi, in fondo, ci si aspetta una fine tragica».

Sono stati dati tanti giudizi postumi su di lui: quali sono quelli che l'hanno colpita di più?
«Quello di Daria Bignardi: si vede che per Pietro provava affetto vero. Si è molto moderata con lui: avrebbe potuto esprimere qualsiasi giudizio, invece è stata pacata. In negativo mi ha colpito Barbara D'Urso: pur di far vedere che lo conosceva, ne ha parlato come se fosse uno di famiglia. Lo scopo? Far piangere e alzare l'audience. Anche Roberta Beta, con cui Pietro aveva un pessimo rapporto nella Casa e che allora lei stessa non sopportava, è andata in Tv a dire che era "come un fratello"».

Intorno a lui ci sono stati episodi di sciacallaggio?
«Con Pietro non era possibile fare dello sciacallaggio perché non aveva nulla da nascondere. Taricone era come lo vedevi. Raccontava tutto di sé, non nascondeva niente. Anche in maniera ingenua».

Se ne parlerà ancora o cadrà nel dimenticatoio?
«Se ne parlerà perché è un'icona di questi 10 anni. E' entrato nella Casa nel 2000: esattamente 10 anni dopo è morto. Era un leader, un capobranco. Stava antipatico agli intellettuali perché aveva successo senza fare nulla».

 

 


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).