DALL'ITALIA02:02 - 18 luglio 2010

Bimba rapita dai genitori tossicodipendenti

Si chiama Anna Giulia e ha 5 anni, la piccola che i suoi, privi della patria potestà, hanno sottratto da un istituto a Marina di Massa

di staff Style.it
<p>Bimba rapita dai genitori tossicodipendenti</p>

Sono entrati nella casa vacanze di Marina di Massa (Massa Carrara) dove la figlia, la piccola Anna Giulia, 5 anni, era in custodia dalle suore. E l'hanno portata via con loro. Massimiliano Camparini e Gilda Fontana, genitori entrambi con problemi di tossicodipendenza, hanno sottratto la bambina dal luogo in cui era stata inviata dalla comunità d'accoglienza di Reggio Emilia alla quale era stata affidata dal Tribunale di Minori di Bologna, che ha sospeso la patria potestà alla coppia.


Gli inquirenti mantengono riserbo sulle ricerche. Ma sono i due «rapitori» ad aver dato notizie: «Ci siamo fatti giustizia da soli», hanno fatto sapere con un comunicato affidato al loro legale. I due chiedono di essere lasciati in pace, malgrado la gravità del loro gesto.


«In qualità di avvocato di fiducia dei genitori di Anna Giulia -si legge nella nota del legale modenese Francesco Miraglia- sento il dovere di informarvi che i genitori della piccola hanno provveduto a farsi giustizia da soli. Hanno telefonato al professore Camillo Valgimigli consulente insieme dottor Roberto Valgimigli nella perizia disposta dal Tribunale per i minorenni di Bologna, comunicando di avere la figlia con se e di lasciarli in pace. Successivamente si sono messi in contatto con il sottoscritto, con una telefonata di identico tenore. I genitori hanno tenuto a sottolineare la loro disperazione nello stare lontani dalla figlia».

Non è la prima volta che i coniugi mettono in atto gesti clamorosi per cercare di riavere la figlia. Nel marzo scorso fecero un blitz in una casa protetta di Reggio Emilia e con uno stratagemma riuscirono a portare Anna Giulia.. La squadra mobile lanciò un appello ai genitori, nel frattempo fuggiti con la bimba in Slovenia, che qualche giorno dopo la riconsegnarono. Un mese dopo i coniugi reggiani si incatenarono al Colosseo a Roma per protestare contro i giudici che hanno sospeso la patria potestà.


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