DALL'ITALIA12:26 - 20 luglio 2010

Franca Leosini: «Siamo tutti potenziali omicidi»

Il volto di Storie maledette riflette sui casi di uomini che uccidono le ex compagne: «Non accettano l'emancipazione»

di Valentina Colosimo
<p>Franca Leosini: «Siamo tutti potenziali omicidi»</p>
PHOTO LAPRESSE

«L'uomo non accetta ancora l'idea che sia la donna a decidere il destino della coppia». Franca Leosini, conduttrice e autrice di Storie maledette, lo storico programma di Rai Tre che ha ripreso ad andare in onda il sabato alle 23,15, riflette sull'aumento di violenza sulle donne degli ultimi mesi: dodici donne uccise in poco meno di tre mesi, omicidi passionali, in cui spesso a uccidere è un uomo che non regge l'abbandono da parte della propria compagna. L'ultimo caso ad Assiggiano, poco distante da Mestre: un ragazzo di 30 anni che ha ucciso con tre colpi di pistola l'ex fidanzata di 16 anni e poi si è suicidato, sparandosi al petto.

Perché questo genere di omicidi avviene oggi soprattutto al Nord?
«Questa è la novità degli ultimi tempi. Si dice che gli uomini meridionali siano più possessivi, ma al Sud le donne hanno radici più profonde nelle tradizioni, un senso più forte della famiglia, e per questo tendono a ribellarsi di meno. Al Nord, al contrario, le donne sono più libere e emancipate: e gli uomini mal sopportano questa indipendenza e l'idea che la propria compagna possa mettere fine a una storia d'amore».

Che cosa accomuna questi uomini?
«I delitti passionali sono trasversali, toccano tutte le fasce sociali: assassino può essere l'imprenditore come il muratore. Ma di fondo cova un maschilismo irriducibile che sfocia in violenza».

Non sono criminali professionisti.
«No, sono persone normali che si rendono protagonisti di una storia maledetta, quando il loro lato oscuro prende il sopravvento. È per questo che sono vicende che ci colpiscono così profondamente: perché tutti noi siamo potenziali omicidi».

È questo il segreto del successo di Storie maledette?
«Credo di sì: la quotidianità in cui piomba l'orrore del crimine. Lo scopo delle mie interviste è  quello di capire come sia possibile che una persona comune possa arrivare a uccidere. Spesso è una forza oscura inarrestabile».

Per esempio?
«Mi ricordo il caso di Elia Del Grande, che uccise madre, padre e fratello perché la famiglia si era opposta al suo amore per una prostituta cubana. "Prima di ucciderla, mi ricordo gli occhi buoni di mia madre", mi raccontò. "Quello sguardo non l'ha fermata?", gli chiesi. E lui disse di no: puntò il fucile addosso a sua madre e sparò».

Tornando agli omicidi passionali, alcuni di questi uomini, dopo aver ucciso, scelgono di suicidarsi.
«Non reggono il peso del gesto che hanno compiuto. Proprio perché non sono criminali di professione, ma assassini che agiscono su una spinta passionale e si rendono protagonisti di omicidi privati».

Come giudica la legge sullo stalking?
«Penso che dovrebbe avere tempi più rapidi di applicazione. Bisogna che la vittima sia maggiormente tutelata, anche facendo passare un periodo di detenzione allo stalker. È una tutela anche per il persecutore: la prigione li costringe a "sbollire" la rabbia e probabilmente ad abbandonare idee omicide».

> Riparte Amore Criminale. Intervista a Camila Raznovich

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RISULTATI
sara 75 mesi fa

Non sono per nulla d'accordo. La Leosini è una grande professionista, capace di affrontare ogni singola storia in modo rispettoso e dignitoso. Non c'è spettacolirazzione, solo il racconto, difficile e doloroso, di persone comuni che hanno commesso i peggiori dei crimini e per questi si trovano a scontare già una giusta pena. Trovo molto più vergognosi programmi del calibro di "C'è posta per te" o similari, dove davvero tutto è giocato sulla ridicolizzazione delle persone.

mantraliulai 75 mesi fa

Le persone come Franca Leosini hanno venduto l'anima al diavolo, si arricchiscono sulle disgrazie altrui, spettacolarizzano l'odio, la violenza, il sangue. Che VERGOGNA.

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