DALL'ITALIA12:45 - 21 luglio 2010

Lavoro, posto fisso per 5 laureati su 100

La quota dei giovani che entrano in azienda con un contratto a tempo indeterminato è ai minimi storici. Sei anni fa, erano più del triplo. Lo rivela un'indagine di Gidp, l'associazione di responsabili delle risorse umane, sul rapporto tra imprese e giovani appena usciti dall'università

di Lavinia Farnese
<p>Lavoro, posto fisso per 5 laureati su 100</p>
PHOTO LAPRESSE

Una generazione liquida, di ragazzi che, dopo la laurea, si mettono in tasca un contratto di tre mesi, quando va bene un anno, e dopo chissà. A consacrare la fine (vera) del posto fisso è un'indagine di Gidp, l'associazione di responsabili delle risorse umane, sul rapporto tra imprese e giovani appena usciti dall'università.

Il «tempo indeterminato» è una fortuna, rara e preziosa, che nell'ultimo anno possono dire di avere avuto solo il 5,46 per cento dei neolaureati. Solo sei anni fa, erano più del triplo (il 20 per cento). Poi ci si è messa la crisi. Le aziende che dovevano tagliare. Quelle che un po' ci hanno marciato. E alla fine ecco arrivare le «nuove forme atipiche di lavoro»: tirocini, stage, formazioni. Nessuna, retribuita come un contratto vero. Che, se arriva, ha buone probabilità d'essere a tempo determinato.

La prima busta paga dei neolaureati, oscilla tra i 22 mila e i 26 mila euro l'anno.
I più ricercati dalle imprese sono i nuovi ingegneri e economisti. Seguono i laureati in Informatica e in Giurispridenza.

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