DALL'ITALIA15:57 - 22 luglio 2010

Divorzi: la noia uccide il 40 per cento delle coppie

I dati dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani: la routine è la causa principale degli addii, prima delle infedeltà. Una coppia su tre non fa sesso

di staff Style.it
<p>Divorzi: la noia uccide il 40 per cento delle coppie</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

I tradimenti? Una coppia su due è pronta a perdonare. La routine della vita a due è invece la causa principale di divorzi e separazioni in Italia. L'analisi del boom degli addii, che negli ultimi 13 anni sono raddoppiati, è dell'Associazione avvocati matrimonialisti italiani. Secondo i dati dell'associazione, alla base del 40 per cento dello sfascio delle relazioni ci sono, infatti, la noia e l'incapacità di trovare nuovi equilibri nella vita coniugale. Le infedeltà affondano un matrimonio nel 30 per cento dei casi, ma anche i suoceri invadenti possono essere motivo di rottura tra due persone in due coppie su dieci.

L'abitudine è oggi il cancro della vita coniugale in Italia. Il dato più significativo riguarda il fenomeno del matrimonio «bianco»: il 30 per cento delle coppie italiane vive una relazione senza sesso (o quasi). E il problema non riguarda solo chi è sposato da decenni, ma tocca anche le coppie che hanno meno di 40 anni.

A sorpresa, i tradimenti sono un peccato veniale: più del 50 per cento delle «scappatelle» sono tollerate dal partner. L'età più critica per l'uomo traditore è 60 anni, mentre per le donne è 54. Entrambi i sessi scelgono tendenzialmente compagni più giovani per le proprie avventure. Il 60 per cento delle infedeltà coniugali avviene sul luogo di lavoro  ( l'ora del tradimento è la pausa pranzo dalle 14 alle 15). I tradimenti nel 60 per cento dei casi si scoprono curiosando gli sms del «traditore», nel 20 per cento entrando nella posta elettronica di quest'ultimo, nel 10 per cento investigando, nel restante 10 cento ricorrendo a lettere o telefonate anonime.

Nelle separazioni e nei divorzi, hanno un ruolo anche i suoceri con le loro ingerenze nella vita coniugale. Crolla il mito della suocera cattiva e compare quella del suocero sempre più invadente e litigioso. Il padre della sposa assomiglia sempre di più alla madre dello sposo. La Cassazione ha sancito il principio che le ingerenze dei suoceri, se sopportate dal figlio coniuge, sono motivo di addebito. Per il diritto di famiglia attuale mettere il dito tra moglie e marito è più grave del tradimento.

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