DAL MONDO08:36 - 23 luglio 2010

Marea nera, l'allarme era stato disattivato

Nuove sconcertanti rivelazioni sul disastro ambientale dello scorso 20 aprile nel Golfo del Messico. Un tecnico afferma che l'alarme sinoro era stato disattivato per non svegliare gli operai durante la notte. Intanto la Bp, la compagnia petrolifera responsabile dell'accaduto si prepara a trivella re il Mediterraneo.

di Lavinia Farnese
<p>Marea nera, l'allarme era stato disattivato</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Nuove rivelazioni sul distrato ambientale. Mike Williams, capo dei tecnici della piattaforma durante un'audizione a New Orleans ha dichiratao che il dispositivo d'allarme installato sulla piattaforma Deepwater Horizon era stato disattivato alcuni mesi prima del 20 aprile, per evitare che suonasse in piena notte. Il segnale - ha spiegato - veniva comunque registrato su un computer, ma era stato disattivato il dispositivo che faceva scattare sulla piattaforma il segnale sonoro previsto.

Insomma l'allarme non sarebbe scattato perchè i responsabili della Deepwater Horizon «non volevano che la gente fosse svegliata alle tre del mattino a causa di un falso allarme».

La nuova brutta notizia è che la British Petroleum sta preparando cinque perforazioni al largo delle coste libiche. La società responsabile del disatro ecologico nel Golfo del Messco perforerà il Golfo della Sirte, in virtù di un accordo stretto nel 2007 con il governo libico. Le operazioni off-shore avverranno a una profondità di 1.700 metri, 200 in più rispetto a quella del giacimento Macondo nel golfo del Messico. Ma si tratta di trivellazioni a soli 500 chilometri dalle coste siciliane.

Intanto le popolazioni del Golfo del Messico ancora alle prese e ancora provate dalla marea nera ( GUARDA LO SPECIALE) si preparano alla stagione degli uragani. Lo fanno, dopo Alex, con Bonnie, che per il momento, fa sapere il Centro nazionale uragani di Miami (Noaa) è solo una tempesta tropicale (con venti che soffiano a 65 chilometri all'ora) e ha solo il 15 per cento di probabilità di trasformarsi in uragano, ma che ha già fatto evacuare, in Florida e per volontà delle autorità americane, diverse navi, piattaforme e oltre duemila persone che in quella zona erano impiegate nella bonifica del greggio fuoriuscito dal pozzo della Deepwater Horizon.

Thad Allen, ammiraglio in pensione responsabile per la Casa Bianca delle operazioni nel Golfo, dice: «L'evacuazione riguarda anche la piattaforma di perforazione dei pozzi di derivazione che permetteranno di bloccare definitivamente la falla. E ritarderà gli sforzi per bloccare il pozzo. Ma la sicurezza delle persone sulla zona è la nostra priorità».

Bonnie è «nato» intorno alle isole Bahamas. E si sta dirigendo verso il sud della Florida, dove il suo arrivo è previsto venerdì sera (insieme alla famiglia del presidente Barack Obama, che lì passerà il fine settimana) per poi, domenica, arrivare più carico di venti e raffiche su Louisiana e sulle foci del Mississippi.

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