DAL MONDO16:20 - 06 luglio 2010

Death­ With Dignity Act, morte con dignità. Una storia vera

Portland, in Oregon, l'unico Stato americano che consente ai malati terminali di morire assumendo una dose letale di un barbiturico

di Enrica Brocardo
<p>Death­ With Dignity Act, morte con dignità. Una storia vera</p>
PHOTO ALESSANDRO COSMELLI - COURTESY OF VANITY FAIR

Mentre scrivo queste righe, Marc è ancora vivo. Suona paradossale, ma non è una buona notizia. Il suo medico, Nicholas Gideonse, mi ha scritto una email. «Respira, ma è in uno stato di sonno profondo ». Sono trascorsi tre giorni da quando sarebbe dovuto morire.

L'inizio
È successo alla fine di maggio, a Portland, in Oregon, l'unico Stato americano con una legge che consente ai malati terminali, ovvero con un'aspettativa di vita non superiore ai sei mesi, di morire assumendo una dose letale di un barbiturico, il Seconal: si chiama Death­ With Dignity Act, morte con dignità, è in vigore dal 1997 e finora è stata utilizzata da circa 500 persone. La legge è riservata a chi è capace di intendere e di volere, e di assumere senza l'aiuto di altri la polvere contenuta in cento capsule di Seconal. Fu il dottor Gideonse a parlarmi di Marcello Rossi (d'ora in avanti userò il suo vero nome perché è così che l'ho chiamato in quelli che sarebbero dovuti essere i suoi tre ultimi giorni di vita). Marcello si era rivolto a lui perché a 55 anni, dopo quattro di sofferenza, una dozzina di interventi chirurgici e nessuna possibilità di migliorare le sue condizioni, voleva morire. Durante il nostro incontro, mi aveva raccontato della sua malattia, causata da una grave infezione al pancreas, e di come si sentisse già morto perché ormai incapace di fare quasi qualunque cosa: lavorare, mangiare (poteva ingerire solo minime quantità di cibo), camminare. Da allora eravamo rimasti in contatto. «Appena saprò la data della mia morte te lo dirò», mi aveva scritto. E, infatti, il 16 giugno mi arrivò un suo messaggio: «Sarà il 25 giugno. È confermato». Gli risposi che, se era d'accordo, avrei voluto essere lì con lui.

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Fonte[ Vanity Fair ]

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