DALL'ITALIA09:18 - 01 luglio 2010

Raccomandazioni, aumentano (e spaventano) in tempo di crisi

Lo rivela un sondaggio di InfoJobs.it. La paura più grande che abbiamo sul lavoro è quella delle raccomandazioni (che non ci riguardano). Soprattutto in tempi come questi, di crisi, in cui gli «aiuti dall'alto» piovono più del solito

di Lavinia Farnese
<p>Raccomandazioni, aumentano (e spaventano) in tempo di crisi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La paura più grande che abbiamo sul lavoro è quella delle raccomandazioni (che non ci riguardano). Soprattutto in tempi come questi, di crisi, in cui gli «aiuti dall'alto» piovono più del solito. Lo rivela un sondaggio di InfoJobs.it. Su 2000 persone, l'86% ha colleghi o amici che per trovare posto hanno beneficiato di una chiamata da persone a cui «non si può dir di no». Il 4% rispetto al 2009. Ma è soprattutto il sospetto di raccomandazione dei colleghi a annidarsi nei pensieri dei lavoratori. E a farli pesanti. Il 72% sono certi che il vicino di scrivania abbia santi in paradiso (il 6% in più rispetto al 2009). Più si sale di grado, poi, più le convinzioni si infittiscono.
Però, la maggior parte degli italiani, non si farebbe problemi a ricevere le raccomandazioni: le accetterebbe il 73% degli intervistati (nel 2009 il 77%). E se il 18% non sopporta le persone che non si sono fatte da sé (+ 4% rispetto al 2009), il 20% fa questa considerazione: chi può, fa bene a sfruttare la situazione. Il 62%, però, non chiude l'occhio sul fattore meritocratico: va bene una spintarella, ma solo se si è in gamba. Due cose diverse sono infine la raccomandazione e la segnalazione di qualcuno che alza il telefono perché ti stima. Quest'ultima, mette d'accordo il 93% delle persone.

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