DAL MONDO12:18 - 03 agosto 2010

Santo Domingo. Sulle tracce degli italiani che «comprano» i bambini

Boca Chica, tre chilometri di mare cristallino. Ma i nostri connazionali che affollano bar e alberghi non vengono per la spiaggia. Arrivano qui in cerca di ragazzine

di Andrea Scarpa
<p>Santo Domingo. Sulle tracce degli italiani che «comprano» i
bambini</p>
PHOTO FRANCESCO GIUSTI - COURTESY OF VANITY FAIR

E una storia di mierda, quella che state per leggere. E se provate a immaginare un uomo bianco sulla sessantina - media corporatura, occhiali da vista, senza capelli - che seduto in un bar all'aperto, all'ora dell'aperitivo, davanti a tutti, si fa lentamente succhiare il dito medio da una bambina mulatta di massimo 10 anni, capirete di che mierda stiamo parlando. Stiamo parlando di prostituzione minorile, di pedofilia, di violenza sulle donne.
Di quello che tutti i giorni e tutte le notti succede a Boca Chica, tre chilometri di spiaggia e mare da sogno sulla costa meridionale della Repubblica Dominicana, a venti minuti d'auto dalla capitale Santo Domingo. Stiamo parlando di italiani che qui si sono stabiliti - pensionati, ex disoccupati in cerca di fortuna, pregiudicati in fuga da tutto - e di tanti altri che ci vengono semplicemente in vacanza. Qui rappresentano la stragrande maggioranza degli stranieri presenti. Le facce somigliano a quelle dei vicini di casa, dei colleghi di ufficio, ma anche a quelle viste al cinema in Gomorra, tanto per capirci.

A Boca Chica, senza correre alcun rischio, fanno quello che vogliono. Pagando una miseria, 1.000-1.500 pesos, pari a 25-30 euro, fanno sesso - magari dopo un tiro di coca, uno spinello di erba, o una pipetta di crack - con bambine, adolescenti, ventenni a_ amate, o addirittura incinte. E spesso filmano tutto. Bianche, nere e mulatte vittime e protagoniste di una compravendita oscena che avviene ovunque, nell'indifferenza generale: in spiaggia, nei piccoli alberghi, e soprattutto lungo la decrepita Calle Duarte, la strada principale che ogni sera viene chiusa al traffico per lasciare spazio alle sedie e ai tavoli di pizzerie- bar, negozi, ristoranti. Tutti, o quasi, all'insegna del tricolore (Gusto Italiano, Il Tucano, Punto Italia… ).  

ITALIANI BRAVA GENTE?
Alla domanda risponde, il giorno dopo, Yesica Rosario, responsabile dell'associazione Caminante, che a Boca Chica opera dal 1994 a tutela dei minori. «Voi italiani siete i peggiori, i più perversi. O almeno lo sono quelli che vengono qui, in un Paese povero come il nostro, per fare schifezze di ogni tipo, senza rispetto per nessuno».

Continua >>

Fonte[ Vanity Fair ]

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RISULTATI
Roberto 49 mesi fa

Trascorro un periodo di lavoro qui a Santo Domingo e, credetemi, che l'articolo rispecchia la realta'. Gli Italiani che vengono qui, al 90% e' in cerca di una vita senza regole, perche', come affermato da alcuni anche su you-tube in Italia ci sono troppi doveri e niente svaghi. Cari miei, mille volte meglio l'Italia con forse troppe regole che vivere qui in un posto dimenticato da Dio. Non e' cosi che vive una persona degna di essere chiamato essere umano.

sara 57 mesi fa

purtroppo come donna sensibile ho visto tutto subito a boca chica e ho odiato questo paese fin dal primo giorno, perchè stavo per essere rapinata e violentata....da poliziotti....c'è voluta molta pazienza e umanità per capire che esistono anche persone con un anima buona e pulita...ma boca chica rimane sempre il luogo preferito per la prostituzione, famosa nelmondo per questo

Nico 72 mesi fa

Caro Sig. Scarpa, ho già detto che il tuo articolo corrisponde alla realtà ma, ripeto, riflette una sola realtà di Boca Chica. L'articolo da lei scritto non discrimina tra chi è un furfante e chi invece è una persona di sani principi, anzi leggendo le sue parole si intuisce che chiunque si trovi a Boca Chica deve essere per forza un pervertito e così non è. Si capisce che basta passare per Boca Chica per essere un pedofilo, anche se ci si trova lì per sbaglio e così non è. Sarebbe come dire che, siccome in Italia c'è la mafia, tutti gli italiani sono mafiosi. Quindi anche io sono mafioso? ASSOLUTAMENTE NO. Il suo articolo è scritto per vendere il giornale per quale lavora, quindi deve creare clamore altrimenti chi si comprerebbe il giornale? A mio avviso, lei ha scritto un pezzo interessante ma sicuramente tendenzioso e discriminatorio. Comunque anche questo è giornalismo, pessimo ma giornalismo. ( mia opinione personale ).

...continua Per finire, non credo che tutti gli italiani residenti a Boca Chica approfittino della situazione (e nemmeno quelli che vanno a passarci le vacanze), ma di sicuro la stragrande maggioranza ne è a conoscenza e l'accetta come se niente fosse, magari strizzando l'occhio o facendo una battuta. Ecco, secondo me c'è poco da ridere. Andrea Scarpa

Quello che succede a Boca Chica, e che ho raccontato sul numero 31 di Vanity Fair - assieme al collega fotografo Francesco Giusti - è talmente sotto gli occhi di tutti che per non vederlo bisogna passare giorno e notte sott'acqua a giocherellare con i pesci, o vivere con la testa perennemente girata dall'altra parte. Sono d'accordo con chi afferma che questa non sia l'unica realtà di Boca Chica, ma di sicuro è quella più evidente e drammatica, e quindi quella che più meritava di finire sulle pagine del nostro giornale. Come sempre in questi casi, per non essere ingannato dalle apparenze, mi sono fatto spiegare questo aspetto della realtà di Boca Chica da chi la conosce molto meglio di me: gli operatori di Caminante, associazione dominicana che in questa piccola città opera a tutela dei minori dal 1994 (per dare una mano, visto che vive solo grazie alle donazioni, scrivere a proyectocaminante@hotmail.com). Per finire, non credo che tutti gli italiani residenti a Boca Chica approfit

Nina 72 mesi fa

Anche noi siamo qui da 10 anni. Boca Chica non è soltato il puzzolente casino descritto in questo articolo che generalizza nel piú patetico dei modi. Questa non è informazione, ma un insieme di luoghi comuni ed ovvietá. C'è gente che lavora qui e si impegna per offrire un turismo migliore e pulito, e ogni anno i nostri sforzi vengono vanificati dalle calunnie dei media. Mostrare solo un lato della medaglia è giornalismo dilettantistico.

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