DALL'ITALIA12:47 - 10 agosto 2010

Vittime dello stalking. Dall'estate 2009 esiste una legge che aiuta le vittime a difendersi

Dal 2009, esiste una legge che aiuta le vittime a difendersi.

di Veronica Bianchini
<p>Vittime dello stalking. Dall'estate 2009 esiste una legge che
aiuta le vittime a difendersi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Quando ho sentito le sue mani afferrarmi, ho pensato: adesso mi ammazza. Per qualche istante, che quella mattina nel parco mi è sembrato eterno, la sua presa mi ha impedito di respirare. Poi mi è arrivato un calcio forte nello stomaco e sono rotolata a terra. Ho urlato con tutta la forza che avevo e lui giù ancora pugni e calci. Quando ho riaperto gli occhi ero al pronto soccorso». Agata si è salvata. Ma in Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa dal proprio compagno o dal proprio ex. Diciotto delitti dall'inizio dell'estate, undici solo nell'ultimo mese. Nel 69 per cento dei casi, secondo le statistiche, gli episodi di violenza sono preceduti da molestie, minacce, pedinamenti, chiamate ripetute, invio ossessivo di messaggi o di regali, atti vandalici: stalking, come si dice tecnicamente, dall'inglese to stalk, «fare la posta ». Come è accaduto a Eleonora, 16 anni, di Mestre, freddata da quattro colpi sparati dall'ex fidanzato trentunenne, o a Maria e Sonia uccise lo stesso giorno dallo stesso uomo, ex amante ed ex conoscente di entrambe, più volte denunciato per stalking, o ancora a Chiara ammazzata mentre andava al lavoro da un uomo conosciuto solo su Facebook. Dall'aprile del 2009, per combattere tutti questi comportamenti assillanti e ossessivi, che creano in chi li subisce uno stato di ansia continua, esiste una legge che ha già prodotto i primi effetti: settemila denunce e 1.216 arresti in poco più di un anno. Ma ancora non basta. «A fronte di un cambiamento legislativo non c'è stata, per il momento, una diminuzione dei casi di violenze», spiega Anna Costanza Baldry, psicologa e responsabile dello Sportello antistalking Astra. «Un segnale positivo, però, c'è: l'aumento delle denunce, soprattutto da parte delle donne, che rappresentano il 75 per cento delle vittime. Parlarne è il primo passo per contrastare lo stalking, che nella maggior parte dei casi è opera di un ex compagno, ma anche di vicini, colleghi o sconosciuti. Non bisogna subire. Prima si chiede aiuto e si racconta quello che sta accadendo, meno rischi si corrono. Oltre alla denuncia la nuova legge prevede l'ammonimento, una sorta di diffida dal proseguire con le molestie. Con gli stalker che hanno qualcosa da perdere, famiglia, reputazione, di solito funziona». Ecco alcune storie di chi vive braccato (una di loro è una nostra lettrice). Tutti i nomi sono di fantasia per tutelare le vittime delle violenze.

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Fonte[ Vanity Fair ]

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RISULTATI
G 70 mesi fa

La legge sullo stalking è un passo in avanti, finalmente anche l'Italia si "organizza" per contrastare questo fenomeno. Le vere vittime hanno tutta la mia solidarietà. Però questa legge, encomiabile per l'intento, a mio avviso si presta troppo alla sua strumentalizzazione con scopi che nulla hanno a che fare con la prevenzione e/o repressione di questi reati. Troppi sono i casi di ripicca, vendetta, ritorsione e/o estorsione (le vittime possono costituirsi parte civile per ottenere un risarcimento). Inoltre, visto che per la Cassazione bastano due "atti" di persecuzione, questo significa che in caso di lite tra una coppia (succede no?), il/la partner in torto può cercare la dolce metà (anche solo per scusarsi ed anche se non riesce a comunicare) una sola volta, pena il rischio di essere denunciato. E se il/la partner è tra quelli che magari per carattere amano "farsi pregare" per perdonare? Per un'informazione corretta: quanti di quei 1.216 sono stati poi condannati?

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