DALL'ITALIA08:48 - 12 agosto 2010

Lascia una lettera di scuse e poi evade

Un detenuto del carcere milanese di Bollate ha scritto alla direttrice dell'isituto pentitenziario prima di darsi alla fuga: "Scusi per i guai che le porterò"

di staff Style.it
<p>Lascia una lettera di scuse e poi evade</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«Mi dispiace, devo andare». Non sono le (solite) parole di un addio d'amore, ma quelle scritte in una lettera lasciata da un detenuto prima di evadere. Il foglio è stato lasciato dentro una busta sul letto della sua cella del carcere milanese di Bollate. La missiva era indirizzata alla direttrice dell'istituto penitenziario, Lucia Castellano.

All'uomo, Pasquale Pagana, 35 anni, originario di Torre Annunziata e recluso per rapina, restava ancora un anno da scontare (ma presto avrebbe potuto godere dell'uscita anticipata), perciò il gesto, reso singolare dalla decisione di «scusarsi», appare misterioso.

Peraltro, quello di Bollate è un carcere modello, almeno nel panorama nazionale, che non soffre di carenze e del terribile sovraffollamento (in Italia, solo nel 2010 si sono uccisi 38 detenuti, 4 agenti e un dirigente generale). Secondo alcuni sarebbe stato il suo complice, Pasquale Romeo, dentro per tentato omicidio, a istigarlo alla fuga. I due erano addetti alle pulizie della caserma degli agenti della penitenziaria che si trova al di là del muro di cinta del carcere: è stato proprio durante una pausa di lavoro che sono riusciti a scappare, attraverso un'uscita di emergenza dell'edificio. Una volta fuori, hanno fermato una ragazza a bordo di una Fiat Marengo intimandole di consegnare loro l'auto e sono fuggiti in direzione sud.

Di loro nessuna traccia, a parte un foglio: «A Bollate ero cambiato, stavo bene. Ma mi dispiace, devo andarmene».

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