DALL'ITALIA09:58 - 15 agosto 2010

Il David conteso tra Firenze e lo Stato

Scoppia la lite di Ferragosto tra Comune e ministero per la proprietà del capolavoro di Buonarroti. In palio ci sono i dieci milioni di euro che i turisti sbrorsano per visitare i monumenti del capoluogo toscano

di staff Style.it
<p>Il David conteso tra Firenze e lo Stato</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

La disputa di Ferragosto riguarda il David di Michelangelo. Se lo contendono Comune di Firenze e Stato. Gli avvocati del ministero dei Beni culturali, sostengono infatti che la statua di Piazza della Signoria sia un bene che nulla ha a che fare con l'amministrazione della città. E per averla vinta portano come prova alcuni documenti storici. Replica il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che invece il capolavoro del Buonarroti è senza dubbio della città.

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Ma cosa si nasconde dietro la battaglia storico-legale in corso? Pura accademia? No, ad attizzare la «guerra del David» ci sono  grossi interessi. Una decina di milioni di euro, per l'esattezza, i soldi che ogni anno i turisti versano per ammirare il capolavoro conservato alla Galleria dell'Accademia. Senza poi contare gli altri tesori di Firenze. Soldi che non vanno al Comune bensì allo Stato. Quindi i fiorentini reclamano i denari per le casse di Palazzo Vecchio.

Pur di aver ragione gli avvocati del ministero si sono spinti fino a dire che il Comune di Firenze, che nasce tra il 1771 e il 1783: «non può essere considerato l'erede diretto della Repubblica fiorentina che nel 1504 pagò i 400 fiorini per saldare il debito contratto con Michelangelo dagli operai dell'opera del Duomo e dai Consoli dell'Arte della Lana che lo avevano commissionato per la cattedrale».

Ribatte sindaco Matteo Renzi: «Ci dispiace per gli avvocati romani, ma i documenti inoppugnabili in possesso dell'amministrazione comunale e dello Stato sono chiari: il David è di Firenze».

E il Ferragosto dell'arte è servito.

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