DALL'ITALIA16:51 - 17 agosto 2010

Franco Grillini: «Quella volta che Cossiga voleva il mio iPhone»

Il ricordo dell'ex presidente dell'Arcigay, che con il Presidente Emerito condivideva la passione per la tecnologia. «Fu il primo Capo dello Stato a ricevere una delegazione gay»

di Valentina Colosimo
<p>Franco Grillini: «Quella volta che Cossiga voleva il mio
iPhone»</p>
PHOTO LAPRESSE

Uniti nella passione per la tecnologia, divisi sulla politica. Erano una strana coppia di amici. Il democristiano Francesco Cossiga e Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay, anticlericale, ex comunista e oggi iscritto all'Italia dei valori. Ad accomunarli c'era l'interesse per telefonini e computer, tanto che insieme facevano parte dell'associazione Parlamentari amici delle nuove tecnologie. Ricorda Grillini: «Mi chiamava alle cinque del mattino: "Ti devo far schiattare", mi diceva. "Se mi chiami a quest'ora di sicuro", rispondevo io».

Perché queste telefonate?
«Tra di noi c'era una gara all'ultima tecnologia. Mi chiamava per raccontarmi gli ultimi aggeggi che si era comprato: "Io ho una cosa che tu non avrai mai", mi diceva».

Chi vinceva la gara di tecnologia?
«Quasi sempre lui, che riusciva a procurarsi computer e telefonini che io non riuscivo ad avere. Ma ricordo che una volta mi feci portare un iPhone dagli Stati Uniti, ero il primo in Parlamento ad averne uno. Cossiga  mi disse soltanto: "E però potresti anche regalarmelo"».

E lei glielo regalò?
«Certo che no. Era l'unica volta che ero in vantaggio su di lui. Ma un regalo glielo feci. Qualche anno fa ero in Transatlantico che sfoggiavo la prima clip bluetooth che uscì sul mercato. Cossiga stava parlando con Casini, ma appena notò il mio aggeggio, mi chiese: "Grillini, che cos'hai addosso?". Io glielo dissi. "Dammela". E così la clip diventò sua».

Ricorda il primo incontro?
«Ci conoscemmo nel 1991. Io ero presidente dell'Arcigay e Cossiga ricevette la nostra delegazione al Quirinale. Fu il primo Presidente della Repubblica a incontrare una delegazione dell'Arcigay. Ruppe un tabù. Non solo. Il giorno dopo si lamentò con i giornalisti in Tv perché avevano dato scarso rilievo all'incontro: quella fu anche la prima volta che la parola "Arcigay" fu pronunciata al Tg».

Che cosa pensava degli omosessuali e dei diritti dei gay?
«Cossiga confermò quello che avevo sostenuto anch'io: e cioè che nella Dc c'era una valanga di gay non dichiarati, e che a certi livelli la Balena bianca era più libertaria del Pci. Più che aperto, era smaliziato. Su queste questioni ha sempre avuto una posizione ondivaga: era favorevole al riconoscimento dei diritti dei gay ma era contrario ai matrimoni omosessuali; su questo punto diceva sempre che si rimetteva alla posizione ufficiale della Chiesa».

Che cosa vi siete detti l'ultima volta che vi siete visti?
«È stato un anno fa. Con noi c'era anche un amico comune, un giornalista dell'Ansa a cui Cossiga era affezionato. Parlammo di tecnologia, come al solito. Ci siamo poi sentiti al telefono, lui era molto contento del mio libro Ecce Homo, in cui parlavo anche di lui. Ma mi dispiace non averlo più visto da allora».

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