DAL MONDO12:02 - 27 agosto 2010

Scuola, dimezzate le ore di studio e diminuite le iscrizioni al classico

Una ricerca americana ha confermato che i giovani hanno poca voglia di studiare, negli ultimi 50 anni le ore di studio a casa si sono dimezzate da 24 a 14.

di Greta Privitera
<p>Scuola, dimezzate le ore di studio e diminuite le iscrizioni al
classico</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Che i giovani preferissero il gioco allo studio era cosa risaputa e ad avvalorare questa certezza nel 2010 è una ricerca che viene dall'America: in cinquant'anni gli studenti hanno dimezzato il tempo medio destinato allo studio, passando da 24 ore settimanali ad appena 14.

I ricercatori dell'Università della California hanno spiegato che sono ben cinque le ragioni di questo allontanamento dai libri. La prima: non esistono più i professori di una volta. Sono poco severi e troppo rassegnati. La ragione numero due del poco studio a casa sarebbe la televisione. Infatti, per gli americani la tivù avrebbe abituato alla passività e aumentato l'incapacità dei ragazzi di concentrarsi sulle pagine di un libro. In soccorso del web arriva la regola numero tre. Sostiene la ricerca californiana: le ore di studio diminuiscono già negli Anni '80, la media settimanale era attorno alle 16,8, perciò siti e chat che si sono sviluppati più tardi e di cui i ragazzi vanno pazzi, hanno poca responsabilità.
Spiegazione numero quattro: i ragazzi di tutte le epoche hanno applicato il principio «il massimo del risultato con il minimo dello sforzo», ma oggi lo completano così: «e se il massimo non arriva, chi se ne frega». Corollario della teoria è l'idea della società descritta dagli studenti: non premia il merito, manda avanti chi ha fortuna, chi sa vendersi bene o può contare su buoni agganci. Perciò, dicono i ricercatori, gli studenti si chiedono: «A che serve impegnarmi?». E in ultimo la teoria numero cinque: se per gli analisti Usa lo studio delle lingue straniere, è stato notevolmente ridotto, motivo per cui si arriva a 14 ore complessive a settimana la spiegazione non vale in Italia. Commenta Di Meglio: «No. Spiacenti ma da noi le lingue straniere non incidono. I nostri ragazzi le hanno sempre studiate con lo stesso impegno: poco ieri e poco oggi».

Infatti, quest'anno, iscrizioni alla mano, crollano i licei classici e decollano i linguistici dell'era Gelmini. Bene scientifici e artistici, in crescita rispetto all'anno scorso. Continuano invece a perdere iscritti gli istituti tecnici e i professionali.

Nel 2009/2010, su 100 ragazzi delle prime classi 10 avevano scelto il ginnasio e 22 lo scientifico. A settembre al classico saranno appena 7 su 100, mentre allo scientifico quasi 23.

Tra i nuovi licei, ha fatto il pieno di iscritti il linguistico, fino all'anno scorso relegato a indirizzo sperimentale soltanto in alcuni licei socio-psico-pedagogici: gli ex magistrali.


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