DAL MONDO08:51 - 31 agosto 2010

Carla Bruni, minacce di morte su un quotidiano iraniano

Prima l'accusa di essere una «prostituta», per avere preso le difese di una donna condannata alla lapidazione sulla base della legge islamica. Adesso la moglie del presidente francese Sarkozy «merita la morte». Lo scrive il Kayhan

di staff Style.it
<p>Carla Bruni, minacce di morte su un quotidiano iraniano</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Prima l'accusa a carla Bruni di essere una «prostituta», per avere preso le difese di una donna condannata alla lapidazione sulla base della legge islamica. Adesso la moglie del presidente francese Sarkozy «merita la morte». Lo scrive il quotidiano ultraconservatore iraniano Kayhan.

La reazione, per ora affidata a Bernard Valero, portavoce del ministero degli Esteri, è stata netta: «Facciamo sapere alle autorità iraniane che gli insulti proferiti dal quotidiano Kayhan e ripresi da siti internet iraniani nei confronti di diverse personalità francesi, fra le quali Carla Bruni-Sarkozy, sono inaccettabili». Difficile, per lui, alzare di più il tiro contro un giornale il cui direttore è nominato direttamente dalla 'Guida supremà, l'ayatollah Ali Khamenei.

Tutto era cominciato con l'intervento della premiere dame francese Carla Bruni in difesa di Sakineh Mohammadi Ashtiani, una donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio, non è stato apprezzato dalle autorità di Teheran, anzi.
Settimana scorsa, la moglie del presidente francese aveva scritto una lettera aperta a Sakineh in cui le esprimeva il suo sostegno: «Dal fondo della vostra cella sappiate che mio marito difenderà la vostra causa senza sosta e che la Francia non vi abbandonerà».

Da subito, la reazione dei media iraniani. La televisione di stato ha accusato la signra Bruni-Sarkozy di "immoralità". Il giornale filo-governativo Kayhan si è spinto oltre definendo la Première Dame e l'attrice Isabelle Adjani, colpevoli di aver firmato la petizione di Bernard-Henri Levy a sostegno di Sakineh Mohammadi Ashtian, "prostitute". 

Altamente offensive le parole del Khayan riprese dal sito del settimanale francese Nouvel Observateur: «Carla Bruni, la moglie infame di Nicolas Sarkozy, e Isabelle Adjani, l'attrice francese dalla morale corrotta, hanno espresso il loro sostegno in favore di Sakineh. Carla Bruni si è data da fare per rovinare il matrimonio di Sarkozy e diventare la premiere dame di Francia», si legge. E ancora: «Gli antecedenti mostrano chiaramente perché questa donna immorale abbia dato il suo sostegno a una donna condannata per aver commesso adulterio».

Intanto, la  mobilitazione internazionale a sostegno della causa di Sakineh Mohammadi Ashtiani  continua: il sito di Repubblica, che sa raccogliendo le firme per la liberazione di Sakineh, ha superato le 16 mila adesioni. Duecentomila sono, invece, quelle raccolte dalla campagna internazionale Freesakineh.org.
A Roma, il prossimo 2 settembre ci sarà una manifestazione davanti alla sede dell'ambasciata iraniana di Via Nomentana.

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