DAL MONDO15:10 - 03 settembre 2010

Amanda Knox, per gli Usa è innocente

Un agente dell'FBI ha deciso di investigare sul caso della studentessa americana ritenuta colpevole dell'omicidio dei Meredith Kercher avvenuto nel 2007

di Greta Privitera
<p>Amanda Knox, per gli Usa è innocente</p>
PHOTO KIKA PRESS

«Amanda Knox è innocente». È questo il verdetto dell'americano Steve Moore, che per 25 anni è stato un investigatore dell'Fbi. È convinto che le prove a carico di Amanda siano state «manipolate» per farla risultare colpevole. «Le prove presentate in aula non si limitano solo a dire che Amanda non ha ucciso Meredith, ma anche che non potrebbe comunque averlo fatto. Sono prove difettose e sono state manipolate ad arte», ha detto l'ex agente al programma tv Good Morning America della Abc, poi anche ripreso dalla stampa inglese.

Insieme con la Knox, sono finiti in cella anche il fidanzato, Raffaele Sollecito (condannato a 25 anni) e l'ivoriano Rudy Guede (inizialmente condannato a 30 anni, diventati poi sedici in appello) per l'omicidio della studentessa Meredith Kercher, avvenuto nel novembre del 2007 a Perugia. E proprio Guede, a detta di Moore, sarebbe il responsabile del brutale assassinio della giovane inglese. «In una scena del crimine come quella di Meredith, dove c'era così tanto sangue, è come se qualcuno lo avesse buttato su tutto il pavimento», ha proseguito l'investigatore. «E se Amanda, il suo fidanzato e quel Guede fossero stati coinvolti, ci sarebbero tre serie di impronte digitali, tre serie di impronte di piedi, campioni di capelli e di Dna. Sarebbe stato una sorta di "zoo delle prove". E, invece, in quella stanza c'erano solo le impronte digitali, di piedi e i campioni di saliva e di capelli di una sola persona: Rudy. Quindi, in nessun modo gli altri due avrebbero potuto essere in quella camera senza che la loro presenza fisica risultasse evidente».

L'ex agente Fbi avrebbe condotto le indagini sull'omicidio in forma privata, spinto dalla moglie, convinta che Amanda fosse innocente. Lui, invece, almeno inizialmente, era sicuro che la Knox fosse colpevole, salvo poi cambiare idea a mano a mano che acquisiva le prove (a novembre dell'anno scorso ha ottenuto il video della scena del crimine, le foto dell'autopsia e diversi documenti legali). «Se il nastro fosse arrivato davanti a una corte americana», ha spiegato Moore, «la maggior parte delle prove sarebbe stata giudicata inammissibile. Non ho alcun interesse finanziario in questa indagine né voglio scrivere un libro su questa storia. A novembre ci sarà l'appello e farò tutto quello che posso per aiutare Amanda, ho una figlia della sua stessa età e so di trovarmi davanti a un'ingiustizia: non c'è niente che indichi che la Knox abbia avuto qualcosa a che fare con quell'omicidio». E mentre gli inquirenti italiani tacciono, la famiglia della ragazza ora in cella ha parlato tramite il portavoce, David Marriott, per ribadire di non aver mai incontrato Moore e che l'ex agente «ha agito per conto proprio».

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