DAL MONDO18:26 - 05 settembre 2010

Sakineh, il figlio sbaglia: le 99 frustate non sono ancora state inflitte

Smentito dall'ex avvocato il figlio della donna iraniana di 43 anni condannata alla lapidazione per adulterio: sosteneva che la madre avesse già subito la punizione. Intanto tutti temono che la donna sia uccisa oggi

di staff Style.it
<p>Sakineh, il figlio sbaglia: le 99 frustate non sono ancora state
inflitte</p>
PHOTO GETTY IMAGES

La nuova punizione di 99 frustate da infliggere a Sakineh Mohammadi Ashtiani, la donna iraniana di 43 anni condannata alla lapidazione per adulterio nel 2006, «non è ancora stata eseguita». Lo riferisce l'ex avvocato, fuggito in Norvegia. La punizione è stata decisa in seguito alla pubblicazione sul giornale inglese The Times della foto di una donna senza velo erroneamente indicata come Sakineh. L'avvocato Mostafaei, scappato per evitare ritorsioni, ha evidenziato come le notizie siano spesso contraddittorie a causa della pressione del regime di Teheran sugli avvocati.


Per il figlio Sajjad Ghaderzadeh, che in mattinata aveva lasciato capire che le 99 frustate potevano essere già state inflitte alla mamma, la condanna a morte di Sakineh potrebbe essere eseguita oggi.

Secondo Sajjad, l'unica speranza di fermare il boia è la mobilitazione internazionale, le voci come quella della première dame di Francia Carla Bruni, o del capitano della Roma Francesco Totti, che ha aderito alla campagna Fiori e non pietre contro la lapidazione di Sakineh, producendo una grande eco in Iran.

La Farnesina ha avuto contatti con l'ambasciata iraniana a Roma per «un'azione di sensibilizzazione a livello bilaterale». «Abbiamo anche sollecitato un'azione dell'Unione europea presso Teheran, attraverso la presidenza di turno belga», fa sapere una fonte del ministero degli Esteri. Il ministro Franco Frattini, che «segue personalmente e con particolare attenzione la vicenda», ha annunciato la disponibilità a incontrare il collega iraniano Mottaki a margine della prossima Assemblea generale dell'Onu a New York.

Il tempo a disposizione è poco. Javid Houtan Kian, avvocato della donna, conferma che per l'esecuzione potrebbe essere «questione di ore».


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