DALL'ITALIA10:27 - 08 settembre 2010

Basta lo sballo alcolico: meglio lavorare. Lo sfogo di una sedicenne al Corriere della Sera

Bianca Maria, 16 anni, racconta l'esperienza della vacanza a Ios: si balla per ore, niente spiaggia, non si fanno nuove amicizie. «La prossima estate andrò a lavorare»

di staff Style.it
<p>Basta lo sballo alcolico: meglio lavorare. Lo sfogo di una
sedicenne al Corriere della Sera</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Basta il tour de force di divertimento, meglio lavorare. La sedicenne Bianca Maria Guala si sfoga in una lettera al Corriere della sera. Reduce da dieci giorni di vacanza sull'isola di Ios, in Grecia, con un gruppo di amici, la ragazza racconta l'esperienza di estenuanti nottate in discoteca, senza mai vedere la spiaggia: «Fuori fino a tardissimo è stata la regola. La spiaggia l'ho vista il primo e l'ultimo giorno. Dieci giorni a ballare o ad aspettare che si iniziasse a ballare. Alla fine odiavo quell'isola». Il divertimento è un obbligo a Ios: «Alle 8 si va a dormire. A Ios, non si dorme. Si balla. Si dorme fino alle 4 del pomeriggio. E non c'è tempo di fare niente perché bisogna ballare. Divertirsi. Qualche volta non ne potevo più».

«Il ritmo che tutti inseguono all'isola di Ios è un inferno», lamenta Bianca. «Le giornate funzionavano, più o meno così: sveglia alle 4 del pomeriggio. Un panino alle 5 perché per mangiare non c'è tempo, appunto. Un incubo. Si passa un'oretta in spiaggia. Quella vicino al Far Out, bar e piscina dove alle 6 comincia la musica e si balla fino alle 9. Poi in albergo. Doccia, ci si prepara per uscire. Si aspetta. Tutta la giornata è un aspettare che inizi la serata. Alle 11 a cena, per aspettare mezzanotte, quando aprono i dico pub. E si balla. Si balla ore».

Sull'isola dei forzati del divertimento non ci si fa neppure nuovi amici: «Gli stranieri, e le straniere a differenza delle italiane che snobbano le altre italiane, quando entri in un locale ti vengono incontro, ti salutano. Per fare amicizia. Li conosci. Ma di parlare proprio non se ne parla. Fai nuove amicizie ogni sera. Ma le saluti lì. E sempre così frenetico perché devi correre a divertirti da un'altra parte». E divertirsi, a Ios, vuol dire bere, con tutte le conseguenze del caso, come i vicoli  «pieni di gente che vomita. O vomitano o stanno sdraiati per terra».

Il giudizio sull'esperienza è negativo («L'ho provato. Basta così») e la conclusione è una sola: «Sarebbe stato meglio andare a lavorare. Mi sarebbe piaciuto di più: capire che significa e mettermi in tasca un po'di soldi per non dover chiedere sempre ai miei. Ma il prossimo anno farò così». Basta con l'isola del divertimento a tutti i costi, meglio un'esperienza che fa crescere: «Io lavorerei un mesetto. Di giorno lavoro, la sera esco. E poi ho i soldi per pagarmi una vacanza. I miei amici in campagna lavorano tutti. E li vedo più felici. Io quest'anno non vedo l'ora di andare a scuola. Mi sono trasferita in Italia, a Genova. Magari potrei lavorare facendo un po' di volontariato al Gaslini».

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RISULTATI
orsetta 73 mesi fa

meno male che questa ragazza,dopo la triste esperienza,ha deciso di cambiare vita,andrà a lavorare e fare volontariato.purtroppo però le cose per i giovani vanno così d'estate,sono sempre in attesa della festa serale dove si beva e si balla:giornate infernali dove non si godono la natura dei posti belli come ios,non si godono il mare,il sole,non fanno amicizie costruttive,in loro c'è solo l'attesa della notte e dello sballo

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