DALL'ITALIA13:03 - 08 settembre 2010

Scuola, ricerca Ocse: «L'Italia investe poco»

Investiamo meno della media europea, solo la Slovacchia ha un dato peggiore. I nostri docenti sono pagati meno che negli altri Paesi.

di Greta Privitera
<p>Scuola, ricerca Ocse: «L'Italia investe poco»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

L'Italia è stata bocciata dall'Ocse. Il nuovo Rapporto sull'educazione Education at a glance 2010, che fa il punto sull'istruzione dei 30 Paesi aderenti all'organizzazione per lo sviluppo economico, parla chiaro: il nostro Paese spende solo il 4,5% del Pil nelle istituzioni scolastiche contro una media europea del 5,7%. Dietro di noi, tra i paesi industrializzati, solo la repubblica slovacca. Il Brasile, con il 5,2% e l'Estonia (5%) spendono di più.

Nella scuola primaria il costo salariale per studente, è 2.876 dollari, 568 dollari in più della media Ocse, ma il salario medio dei docenti è inferiore di 497 dollari alla media Ocse che è di 34.496 dollari. A spingere in alto i costi sono le maggiori ore di istruzione (+534 dollari), il minore tempo di insegnamento (+202 dollari) e le dimensioni delle classi (+330 dollari).

Più nello specifico i docenti italiani sono pagati meno anche dopo aver raggiunto l'anzianità di servizio con 601 ore di insegnamento, che ci piazzano tra gli ultimi paesi anche in questo campo. Un maestro di scuola elementare che inizia con 26 mila dollari non supererà i 38 mila (media Ocse 48 mila), un professore di scuola media parte da 28mila per arrivare a un massimo di 42mila (51mila Ocse), mentre un docente di liceo a fine carriere arriva a 44mila (55mila Ocse).

Inutile dirlo l'Italia è sotto la media, anche se si guardano gli altri numeri. La situazione del nostro Paese, infatti, è tutt'altro che incoraggiante, la spesa pubblica nella scuola, raggiunge solo il 9% della spesa pubblica totale inclusi sussidi alle famiglie e prestiti agli studenti. Anche in questo caso il livello più basso tra i paesi industrializzati contro il 13,3% della media Ocse. Senza considerare che l'80% della spesa corrente è assorbito dalle retribuzioni del personale, docente e non, contro il 70% medio negli altri Paesi aderenti all'organizzazione.

A rimetterci sono le università. Sul rapporto si legge che la spesa media per studente inclusa l'attività di ricerca è 8.600 dollari contro i quasi 13 mila Ocse. Va meglio alle scuole primarie e secondarie con un investimento pro capite di 7.950 dollari contro lo standard individuato in 8.200

Ne risulta dunque che l'Italia investe ancora poco e male nell'istruzione con un contraccolpo importante per lo sviluppo economico. Lo stesso segretario generale dell'organizzazione Angel Gurria, durante la presentazione del rapporto, ha sottolineato come «l'istruzione, mentre siamo alle prese con una recessione mondiale che continua a pesare sull'occupazione, costituisce un investimento essenziale per rispondere alle evoluzioni tecnologiche e demografiche che ridisegnano il mercato del lavoro».

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