DALL'ITALIA14:05 - 13 settembre 2010

Napoli, sequestrato imprenditore. Chiesti 5 milioni di riscatto

Si chiama Antonio Buglione l'uomo rapito ieri sera nella zona di Nola Sull'episodio indagano i carabinieri. E' stato prelevato da un commando armato davanti alla sua abitazione di Saviano. Un'azione rapida in seguito alla quale i rapitori hanno fatto perdere le loro tracce

di staff Style.it
<p>Napoli, sequestrato imprenditore. Chiesti 5 milioni di
riscatto</p>

I Carabinieri indagano sul sequestro dell'imprenditore campano, Antonio Buglione, sequestrato ieri sera nella zona di Nola, in provincia di Napoli. Buglione è stato prelevato da un commando armato davanti alla sua casa di Saviano. Un'azione rapida in seguito alla quale i rapitori hanno fatto perdere le loro tracce.

Antonio Buglione, con il fratello Carmine, è il titolare della International security service, un istituto di vigilanza privata, a Nola. L'imprenditore sequestrato è stato coinvolto in passato in diverse inchieste, tra cui una relativa ai permessi rilasciati dalla Prefettura alle società di vigilanza privata.

Antonio ha 54 anni ed è fratello di Rosa, sindaco di Saviano, comune del Nolano, in provincia di Napoli.

Un riscatto di 5 milioni di euro è stato chiesto a Carlo Buglione, uno dei fratelli di Antonio, l'imprenditore rapito a Saviano, nel Napoletano. La richiesta è giunta attraverso una telefonata all'abitazione di Carlo Buglione che vive anche lui a Saviano. In seguito all'allarme ed alle ricerche avviate, i carabinieri hanno ritrovato in zona l'utilitaria del rapito.

Quello di Buglione è un passato decisamente oscuro e pieno di accuse, anche di legami con la camorra. Nel 1993 rimase ferito, al volto in un agguato, a Nola. Poi, pochi anni dopo, iniziano i processi, il primo dei quali relativo a irregolarità nella concessione delle autorizzazioni a istituti di vigilanza privata nel Napoletano. Per tutto questo Buglione nel 1995 fu arrestato: un'inchiesta, nella quale rimasero coinvolti anche l'ex parlamentare, Carmine Mensorio, poi suicidatosi e per il quale fu richiesto anche l'arresto, e l'ex prefetto di Napoli, Umberto Improta.

 

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