DALL'ITALIA08:44 - 13 settembre 2010

Parte la «nuova» scuola tra polemiche e dibattiti

Per tre milioni di studenti oggi si ritorna sui banchi, ma la riforma del ministro Maria Stella Gelmini da il via a questo anno scolastico tra disagi e malcontenti. Insegnanti, precari e genitori sul piede di guerra

di Greta Privitera
<p>Parte la «nuova» scuola tra polemiche e dibattiti</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Migliaia di campanelle nelle scuole italiane questa mattina suoneranno segnando la fine delle vacanze estive. Un rientro distinto dalla riforma voluta dal ministro Maria Stella Gelmini che fa il suo debutto tra polemiche e scioperi. Le  nuove superiori, con il liceo scientifico senza il latino e il classico con meno geografia e più matematica. Il tetto del 30% per gli stranieri, fatto di pochi spostamenti e un migliaio di classi in deroga. E poi la riduzione dell'orario scolastico, il badge per gli studenti, la bocciatura automatica con più di 50 assenze. In questo primo giorno di scuola ci sono tante novità, ma anche tanti vecchi problemi: non solo i precari che aspettano in lista da anni ma anche le classi sovraffollate, i presidi che mancano, gli edifici fuori norma.

«La scuola italiana», dichiara la Gelmini, «cambia e parte la riforma che era attesa da decenni. Viene completamente ridisegnata la struttura della superiore, all'insegna della chiarezza e della modernità 175. Oggi partono i nuovi licei, i nuovi istituti tecnici e professionali che consentiranno, nota il ministro, «maggior collegamento tra scuola e lavoro, più attenzione alle materie scientifiche, più inglese e rilancio dell'istruzione tecnica e professionale». Mentre il capo dell'opposizione, Pierluigi Bersani, definisce il taglio di 133 mila posti in tre anni varato dall'esecutivo come «il più grande licenziamento di massa della nostra storia».

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