DALL'ITALIA15:27 - 15 settembre 2010

Pm e Ris a bordo del peschereccio mitragliato

La Lega all'attacco: «Le scuse della Libia non bastano più». Oggi il motopesca «Ariete» sarà sottoposto agli esami balistici del Ris di Messina. Il governo riferirà alla Camera su questo episodio

di staff Style.it
<p>Pm e Ris a bordo del peschereccio mitragliato</p>
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Continuano le polemiche nate attorno alla vicenda del peschereccio siciliano mitragliato da una motovedetta libica domenica sera. La Lega è andata all'attacco con Stefano Stefani, presidente della commissione Esteri, che ha dichiarato: «Alla luce della sparatoria di domenica sera, le scuse del governo Gheddafi non bastano e l'Italia deve pretendere di più». Oggi il motopesca «Ariete» sarà sottoposto agli esami balistici del Ris di Messina. E sempre oggi il governo riferirà alla Camera su questo episodio. Sul tavolo due elementi: il proposito di rinegoziare con Tripoli le regole d'ingaggio del trattato contro l'immigrazione clandestina e la frustrazione dei militari della Guardia di Finanza sulla nave libica, secondo qualcuno «costretti» a dover assistere impotenti al mitragliamento del motopeschereccio Ariete con a bordo i connazionali di Mazara del Vallo.

La procura di Agrigento, intanto, sta indagando anche per tentato omicidio plurimo, in aggiunta al reato di danneggiamento di natante previsto dal codice di navigazione. «Sui finanzieri italiani dobbiamo valutare se hanno fatto il possibile per evitare il concorso nell'eventuale reato commesso da chi ha materialmente sparato», ha detto il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo.

Secondo la ricostruzione del governo, la Guardia di finanza ha operato nel rispetto dei protocolli di cooperazione tra Italia e  Libia. Sono queste le conclusioni della riunione d'inchiesta tenutasi al ministero dell'Interno.  Nel documento si legge che alle 19.25 i militari libici hanno aperto il fuoco prima in aria, poi in acqua e poi contro lo scafo dell'«Ariete», che si trovava a «circa 30 miglia nautiche a nord della località di Abu Kammash». Intanto si fa largo l'ipotesi che il motopesca fosse dove non doveva essere. In una intervista il comandante della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle ha detto che i membri dell'equipaggio dell'Ariete «hanno confermato che» durante la pesca «si sono spostati molto più giù rispetto a quanto consentito».

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