DALL'ITALIA10:05 - 17 settembre 2010

Vivere gratis è possibile

In Italia, l'avanguardia più organizzata di chi cerca di disintossicarsi dal denaro si concentra in una community, zerorelativo, che ha raccolto quasi 15.000 aderenti: si punta al baratto

di Greta Privitera
<p>Vivere gratis è possibile</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Si può vivere con un dollaro al giorno, oppure senza neanche quello. In Italia, l'avanguardia più organizzata di chi cerca di disintossicarsi dal denaro si concentra in una community, zerorelativo, che ha raccolto quasi 15.000 aderenti: si punta al baratto, allo swapping, ma anche allo scambio di servizi e di beni ai quali non si vuole attribuire un valore preciso.

Paolo Severi, Valeria Marigo, Gabriele Banorri e Daf, gruppo fondatore di zerorelativo, hanno la loro base vicino a Pesaro, da dove partono per fiere e mercatini. Ma, soprattutto, insegnano ai loro seguaci come scambiare su Internet, come si rende desiderabile un vecchio paio di sci, come si misura l'affidabilità di un dog sitter. «Ogni cosa ha un valore che è diverso da quello del mercato. Usandola, scambiandola e riusandola ancora alleggeriamo il pianeta e non spendiamo». Qualcosa del genere la fanno, a Torino, quelli di ManàManà , associazione attiva ormai da quattro anni che propone "giornate senza denaro" durante le quali ognuno porta in piazza quel che vuole, com eracconta il quotidiano Repubblica.

Ma che succede quando ciò di cui hai bisogno è un avvocato, o peggio un veterinario? Le cose si complicano, perché la legge italiana dissuade fortemente i professionisti dal lavorare gratis: «L'Ordine ci tollera, perché ci dedichiamo a persone come gli immigrati o i senzatetto che non si rivolgerebbero a un altro legale. Ma se promuovessimo apertamente il lavoro gratuito potremmo essere accusati di concorrenza sleale», spiega Antonio Mumolo, presidente di Avvocato di Strada, che nel 2009 ha assistito senza parcella 2072 persone a Bologna e nelle altre sedi italiane, «Lavoriamo ai margini, ma intanto crescono gli italiani che si rivolgono a noi, nel 2009 sono stati 178». Per i professionisti, dal dentista all'architetto, è per ora più facile scambiarsi favori tra pari, o lavorare nel volontariato. «Ma una nuova norma che favorisca il "pro bono", come negli Stati Uniti, consentendo a qualunque studio di dedicare gratis una parte del suo tempo a cause sociali che reputa interessanti sarebbe urgente», commenta Mumolo.

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