DALL'ITALIA14:39 - 27 settembre 2010

Padova, nega il trapianto di midollo alla sorella malata

Colpita da una grave forma di leucemia, Paola F. risponde alla sorella: «Il problema è la sua ignoranza» . Gli amici della donna affiggono uno striscione: «Così la uccidi»

di Sara Tieni
<p>Padova, nega il trapianto di midollo alla sorella malata</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Fa discutere la storia dell'insegnante di Padova che si rifiuta di donare il proprio midollo osseo per salvare la sorella che da anni vive a Auckland. La vicenda è emersa dopo che Paola F., anestesista, neozelandese d'adozione, affetta da una grave forma di leucemia, ha affidato la propria vicenda alla stampa.

L'ha fatto con una lettera aperta inviata al Corriere del Veneto. Già si era arrivati alle scritte sui muri: «Luisa F. ucciderà sua sorella se non dona il midollo». «L'atteggiamento di chiusura di mia sorella ha spinto una persona che mi vuole bene a compiere un atto estremo come quello di imbrattare un muro pubblico», scrive Paola, «con un'accusa che non sarà mai diffamazione o calunnia, ma è solo un grido di dolore per l'impotenza e la frustrazione causate dall'ignoranza e dalla paura».

La donna continua: «Mia sorella ha accettato volontariamente di sottoporsi al test di compatibilità, poi mi ha informato (nemmeno direttamente) di non essere disponibile alla donazione. A questo punto è iniziato il mio dramma. Sono medico, non mi sognerei mai di fare correre rischi a mia sorella. Il problema è la sua ignoranza, nel senso di non conoscenza. Pensate cosa significa per me sapere che mia sorella non se la sente di donarmi il midollo per farmi vivere. Ma rispetto la sua decisione».  

Alcuni giorni fa, Giampietro Rupolo, direttore dell'Azienda Ospedaliera di Padova ed ex responsabile del Centro regionale trapianti, aveva fatto notare che il trapianto di midollo non comporta rischi: «E' fatto in anestesia locale e in day surgery, il prelievo viene preso dalla cresta iliaca del fianco». E aveva aggiunto: «Il rifiuto spesso deriva da paure e timori infondati».

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RISULTATI
alcesti 71 mesi fa

Per fortuna che è una docente...che assurda insensibilità, quasi disumana!!!Non ci sono parole e al di là della libertà di scelta, in un caso del genere non deve nemmeno essere presa in considerazione. Chiedo alla signora Luisa:"Se al posto della sorella Paola, di cui ho appena sentito per tv e apprezzato la serena lucidità nel parlare della propria patologia, ci fosse stato suo figlio e, per ipotesi, ci fosse la stessa ed unica compatibilità totale, si sarebbe rifiutata anche in questo caso? da una docente e mamma

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