DALL'ITALIA09:11 - 30 settembre 2010

La mamma di un ragazzo disabile: «A scuola porto mio figlio in bagno»

La denuncia della donna: «Nessuno disposto ad aiutarti perché tutti sono impegnati in altre mansioni»

di Sara Tieni
<p>La mamma di un ragazzo disabile: «A scuola porto mio figlio in
bagno»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

«Caro direttore, sono la mamma di un ragazzo disabile che frequenta la seconda superiore all'Itsos», così una madre milanese denuncia, in una lettera aperta al Corriere della Sera, le difficoltà incontrate dai disabili.

All' Albe Steiner di Milano, se sei un ragazzo affetto da tetraparesi nessuno è disponibile a portarti in bagno, perché tutti, come spiega la signora, sono impegnati in altre mansioni ed e per questo motivo che la donna non può lasciare l'istituto. Voi lascereste a scuola vostro figlio, sapendo che non ha la possibilità di andare in bagno?

«Come si è arrivati a questo punto?», chiede la donna «queste le risposte che ho ricevuto: il preside ha fatto domanda al Comune e al provveditorato documentando tutte le spese sostenute l'anno scorso, ma il rimborso che ha ricevuto è stato poco più che simbolico. In provveditorato mi hanno detto che "i ragazzi crescendo devono diventare sempre più autonomi e che in ogni caso mancano le risorse". Non mi resta, così mi hanno detto, che fare ricorso al Tar…Ringrazio per il consiglio, ma intanto?…»

La donna sottolinea infine come tutte le altre scuole interpellate le avevano risposto di non essere in grado di accogliere un ragazzo disabile e le consigliavano di rivolgersi altrove. L'Albe Steiner, pur non essendo, come istituto, in grado di sostenerne la sua presenza in una classe l'ha fatto, lasciandola però sola di fronte alla necessità.

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