DALL'ITALIA11:26 - 06 settembre 2010

Lega attacca Tettamanzi: «che il cardinale ospiti gli islamici nella curia»

Ancora polemiche sulla moschea a Milano. Il cardinale milanese esorta la politica della città a lasciar costruire ai musulmani, «a loro spese e nel pieno rispetto della legalità», un luogo di culto nel capoluogo lombardo

di Greta Privitera
<p>Lega attacca Tettamanzi: «che il cardinale ospiti gli islamici
nella curia»</p>
PHOTO LAPRESSE

«Sono il ministro dell'Interno, non un costruttore di moschee», ha risposto il ministro dell'intenro, Roberto Maroni, all'appello dell'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi che aveva esortato le istituzioni milanesi a lasciar costruire ai musulmani, «a loro spese e nel pieno rispetto della legalità», un luogo di culto nel capoluogo lombardo. Il ministro Maroni spiega le ragioni della chiusura di quella che fino a due anni fa era la più grande sala di preghiera islamica in città: «Siamo intervenuti sulla cosiddetta moschea di viale Jenner solo perché c'era un problema di ordine pubblico».

Il cardinale aveva sottolineato «il rischio che la politica strumentalizzi questo argomento per aumentare il livello di scontro, aumentando la tensione e senza trovare soluzioni a un problema che si trascina da anni». Sulla necessità di realizzare una moschea a Milano è chiarissimo il vicesindaco Riccardo De Corato: «Rispetto le opinioni di Tettamanzi, ma per noi la moschea non è una priorità. Finché ci sono interlocutori inaffidabili, un dialogo con gli islamici non può neanche cominciare, dato che si parla di un argomento che non riguarda l'urbanistica ma la sicurezza di Milano innanzitutto, ma anche nazionale».

Anche la Lega si scatena contro l'arcivescovo, che, già a dicembre, aveva già definito imam. Matteo Salvini, europarlamentare e capogruppo a Palazzo Marino. dice: «La moschea non è una priorità né possiamo cedere spazi a chi usa la sua religione per imporre un modo di vivere arretrato di secoli. Se il cardinale ha dimenticato l'occupazione del sagrato del Duomo, ospiti gli islamici nei suoi immensi palazzi».

L'avvocato Giuliano Pisapia definisce «triste e deprimente la reazione del ministro Maroni, che dimostra ancora una volta la grave incapacità di affrontare una questione che riguarda la crescita culturale e civile di Milano e dell'intero Paese». E aggiunge: «I lavoratori e cittadini di fede islamica hanno un diritto inalienabile ad avere un luogo dove poter professare la propria fede».

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