DAL MONDO16:14 - 02 ottobre 2010

Tanti auguri Charlie Brown

Snoopy, Lucy & Co: i Peanutz, mitici personaggi fumetto di Schulz

di Sara Tieni
<p>Tanti auguri Charlie Brown</p>
PHOTO LAPRESSE

Sessant'anni e non sentirli: compiono gli anni i «Peanuts» (letteralmente "noccioline"), il gruppo di personaggi-fumetti creati da  Charles M. Schulz. Sopravvissuti al loro autore (scomparso il 12 febbraio 2000, il giorno dopo uscirà l'ultima striscia originale), sono stati stati amati da generazioni.

Il fumetto debutta il 2 ottobre 1950 su sette quotidiani statunitensi: il Washington Post, il Chicago Tribune, il Minneapolis Tribune, l'Allentown Call-Chronicle, il Bethlehem Globe-Times, il Denver Post ed il Seattle Times. Inizialmente venne pubblicata per sei giorni, le tavole domenicali non apparvero fino al gennaio 1952.


La striscia incentrata su un gruppo di bambini impertinenti e il loro cane Snoopy, è stata una delle più famose ed influenti in tutta la storia dei fumetti: è stata infatti pubblicata in oltre 2600 giornali, con un bacino di 355 milioni di lettori in 75 Paesi nel mondo ed è stata tradotta in 21 lingue diverse.

Presto arrivò a delinearsi il personaggio principale, Charlie Brown, modellato sull'infanzia dell'autore stesso, cui Schulz avrebbe voluto intitolare la striscia, cambiandone il nome in Good Ol' Charlie Brown.

Charlie Brown e i suoi amici sono stati il soggetto, oltre che di molti libri, anche di serie animate di successo. La prima apparizione  sotto forma di cartoon in bianco e nero fu per la Ford Motor Company, che utilizzò i Peanuts per pubblicizzare nel 1959 la sua Ford Falcon. Ma Charlie Brown fu anche  un musical off-Broadway di grande successo che rimase in cartellone per quattro anni. Un revival aggiornato ha debuttato a Broadway nel 1999.

Proprio nel 1999 Schulz decise di smettere di disegnare le strisce dei Peanuts, che pertanto si interruppero, seguendo la volontà dell'autore che non desiderava eredi che continuassero la serie.

Nonostante il fumetto avesse una spiccata componente di denuncia sociale (dalla guerra in Vietnam alle leggi razziali), Schulz non fu mai un autore "politico": il disegnatore fu bravo a rendere, tramite quei "bambini-filosofi" che non avevano bisogno di genitori il senso di irrequietezza della middle-class americana, tutta sospesa tra casette linde e palizzate di legno bianco.


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