DAL MONDO13:15 - 01 ottobre 2010

La Giornata della nonviolenza commemora Gandhi

La celebrazione si tiene il 2 ottobre per commemorare la nascita del mahatma Gandhi, massimo riferimento dei valori della pace, della giustizia e della riconciliazione

di staff Style.it
<p>La Giornata della nonviolenza commemora Gandhi</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata internazionale della nonviolenza. Istituita nel 2007 dall'Onu, la celebrazione si tiene il 2 ottobre per commemorare la nascita del mahatma Gandhi, massimo riferimento dei valori della pace, della giustizia e della riconciliazione. Il principio della nonviolenza rifiuta l'uso della violenza fisica, per raggiungere obiettivi sociali o cambiamenti politici. «Ci sono molte cause per le quali sono pronto a morire, ma nessuna per cui sono pronto ad uccidere», è una delle frasi più celebri della guida spirituale indiana, pioniere e teorico del satyagraha,la resistenza all'oppressione tramite la disobbedienza civile di massa che ha portato l'India all'indipendenza.

Gandhi nasce il 2 ottobre 1869 a Porbandar, in India, da una famiglia di commercianti: il nome Gandhi significa infatti «droghiere». Dopo gli studi a Londra, nel 1891 torna in India dove comincia a interessarsi di politica. Si trasferisce poi in Sudafrica, dove vive per 21 anni, e al suo ritorno in India Gandhi diventa il leader del movimento per l'indipendenza dal Regno Unito.

All'inizio della Seconda Guerra Mondiale Gandhi decide di non sostenere l'Inghilterra se Londra non garantirà all'India l'indipendenza. Il governo britannico reagisce con l'arresto di oltre 60 mila oppositori e dello stesso Mahatma, che è rilasciato dopo due anni. Il 15 agosto 1947 l'India conquista finalmente l'indipendenza.

La Giornata della nonviolenza si celebra mentre nel pianeta continua la violenza sulle donne, i bambini, gli anziani, nei rapporti di lavoro o all'interno della famiglia. E mentre sono in corso conflitti in molti Stati. Questo l'elenco secondo il sito Guerre nel mondo (www.guerrenelmondo.it):

- Africa: 16 Stati e 41 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti

- Asia: 11 Stati e 32 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti

- Europa: 9 Stati e 18 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti

- Medio Oriente: 7 Stati e 36 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti coinvolti

- Americhe: 3 Stati e 6 gruppi guerriglieri coinvolto.

 

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RISULTATI
MARCO 72 mesi fa

Bisogna che quando un presidente di qualsiasi nazione viene eletto, fargli delle lezioni sulla guerra, sul potere e soprattutto dirgli che siamo di passaggio e non siamo eterni, poi fare allora il presidente . Ma quello che vedo adesso e forse per il futuro non vedo bene, troppi interessi, anche se facciamo queste giornate ogni anno, tanto dopo la violenza torna sempre. Spero che i miei figli cambieranno qualcosa.

orsetta 72 mesi fa

gli uomini sono indifferenti e anche l'indifferenza è una forma di violenza che crea danni terribili.senza scordare gandhi,basta pensare a cristo che andò oltre ,dicendo che i cristiani si riconoscono perchè si amano come fratelli,ma questo è un bel sogno perchè la società di oggi è violentissima,richiede velocità ,flessibilità e durezza di cuore

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