DALL'ITALIA08:57 - 04 ottobre 2010

La frase annotata dalla ragazza poche ore prima di sparire, il 26 agosto. Dubbi del Ris sul telefonino per «una strana bruciatura»

La frase annotata dalla ragazza poche ore prima di sparire, il 26 agosto. Dubbi del Ris sul telefonino per «una strana bruciatura»

di Sara Tieni
<p>La frase annotata dalla ragazza poche ore prima di sparire, il
26 agosto. Dubbi del Ris sul telefonino per «una strana
bruciatura»</p>
PHOTO LAPRESSE

Nuovo tassello nella sparizione di Sarah Scazzi, la ragazza scomparsa nel nulla il 26 agosto scorso. «Sabrina si è arrabbiata per il solito motivo: dice che passo troppo tempo con Ivano», questa la frase appuntata sul suo diario poche ore prima di scomparire nel nulla.

A scoprirlo sono stati nei giorni scorsi gli investigatori del Racis, il reparto speciale dell´arma che sta analizzando i diari della ragazzina ormai da settimane per tracciarne il profilo psicologico. La circostanza è stata poi confermata anche da una testimone che ha raccontato di aver visto Sarah piangere la sera prima di sparire, proprio in seguito a una litigata con Sabrina. «Ma era stata una semplice discussione», si è giustificata la ragazza con gli investigatori  «tanto che avevamo deciso di andare al mare insieme». Quello che non convince gli inquirenti, però, è il perché questo particolare sia stato taciuto così a lungo.

Intanto si indaga anche sul ritrovamento del telefonino della ragazza, recuperato qualche giorno fa dallo zio, nella campagna tra Avetrana e Nardò. L´uomo ha raccontato di averlo visto emergere dalla cenere di stoppie che aveva incendiato il giorno prima. Il cellulare era bruciacchiato, senza batteria e senza scheda telefonica. «Quando abbiamo dato fuoco a quelle erbacce proprio non l´avevo visto» ha giurato agli investigatori. I Ris, il reparto scientifico dei carabinieri, cominceranno domani gli accertamenti sul telefono.

Tuttavia, da un primo esame superficiale sono venute fuori non poche perplessità: il telefono non è bruciato come avrebbe dovuto se fosse stato in mezzo alle stoppie. E´ difficile che possa essere stato lì dal giorno della scomparsa di Sarah: in questi trenta giorni ci sono stati un paio di nubifragi ad Avetrana e i circuiti del telefono non erano ossidati, come se non fossero mai stati bagnati.

Due le piste, secondo gli investigatori: l'uomo potrebbe averlo portato lui stesso il cellulare in loco, oppure qualcuno potrebbe aver cercato di incastrarlo.

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RISULTATI
Luce 74 mesi fa

A mio modesto parere la quantità del dolore provato non è direttamente proporzionale alle lacrime versate. Ognuno ha il suo carattere e il suo modo di reagire al dolore, e Sarah in un tema fatto a scuola scriveva della freddezza della madre, che quindi non è una novità per nessuno. Inoltre non sappiamo come passa le giornate la Signora Concetta, magari non mangia o non dorme più, sta di fatto che il suo volto è profondamente segnato e si vede. Non andiamo a cercare il mostro dove non c'è, solo perchè non riusciamo a identificarci o a trovare un punto d'unione emotivo in quella o in quell'altra persona. Le indagini si muovono troppo lentamente....un mese passato per leggere un diario?? Basterebbe una settimana per leggerlo e mettere in evidenza i punti più importanti. Mettere sotto torchio la cugina e lo zio non sarebbe male...

caracolina 74 mesi fa

A me è scomparso un cane . E' passato un anno e mezzo e al suo ricordo piango ancora. Come può una madre a cui è scomparsa un figlia essere così glaciale nel parlarne? La.... invidio.

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