DALL'ITALIA15:51 - 06 ottobre 2010

Cogne, la Franzoni in lacrime: «Non sono stata io»

«Non avevo nessuna ansia o depressione. Quelle sono cominciate dopo, per colpa dei giornalisti e dei magistrati». Anna Maria Franzoni, accusata del delitto di Cogne, parla a ruota libera al tribunale di Torino. Su Maurizio Costanzo: «Mi fece una domanda trabocchetto sulla mia gravidanza»

di staff Style.it
<p>Cogne, la Franzoni in lacrime: «Non sono stata io»</p>
PHOTO KIKA PRESS

«Non sono stata io, lo ripeto. E non avevo nessun motivo di essere ansiosa o depressa». Visibilmente emozionata e in lacrime, Anna Maria Franzoni ha preso la parola nell'aula del tribunale di Torino, durante il processo in cui risponde di calunnia per un presunto tentativo di inquinamento della scena dell'omicidio del figlio Samuele Lorenzi, il 30 gennaio 2002 a Cogne, in Val d'Aosta.

Anna Maria ha spiegato come all'epoca dei fatti lei fosse contenta e serena. «Solo dopo ho conosciuto ansia e depressione. Solo dopo sono stata male». Macché «coccolata: mi hanno sottoposto a torture», si è sfogata, riferendosi ai magistrati e ai giornalisti. «Era un continuo. Mi lasciavano sola per ore e poi riprendevano a interrogarmi. Nessuno mi ascoltava. C'erano paparazzi e giornalisti nascosti ovunque, sotto casa, alle finestre».

La signora critica anche l'ex conduttore Mediaset Maurizio Costanzo: «Al Maurizio Costanzo Show, quando ero incinta, gli avevo chiesto di non dare questa notizia, non potevo negare che fossi incinta. Ma era una notizia troppo appetibile e in una delle pause pubblicitarie mi fece vedere che in scaletta subito dopo sarebbe seguita proprio quella domanda. Io dissi che non volevo rispondere ma poi lui mi fece la domanda trabocchetto».

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