DAL MONDO15:19 - 08 ottobre 2010

Minatori, da sabato il recupero. Chi uscirà per primo?

I 33 minatori cileni intrappolati a 700 metri sottoterra da due mesi dovranno uscire uno per volta. «Prima i più capaci. Poi quelli malati o anziani. Infine, i più forti, fisicamente o caratterialmente». E forse, secondo la regola del capitano che lascia per ultimo la nave, l'ultimo a rivedere la luce sarà Luis Urzua, il leader naturale del gruppo

di Francesco Oggiano
<p>Minatori, da sabato il recupero. Chi uscirà per primo?</p>
PHOTO LAPRESSE

Oramai è questione di ore. Tra la notte di venerdì e la mattina di sabato (ora italiana) una delle tre trivelle raggiungerà i 33 minatori cileni bloccati da più di due mesi all'interno del giacimento.

Una volta stabilito il contatto l'equipe di tecnici potrà iniziare a recuperare gli uomini. Uno alla volta, un'ora ciascuno, per un totale di 48 ore utili per riportare tutti a casa.

Ci si comincia a porre la terribile domanda: chi sarà il primo a essere estratto? E chi aspetterà per ultimo, a 700 metri sottoterra, prima di rivedere la luce dopo sessanta giorni?

Renato Navarro, l'ufficiale della marina cilena a capo delle operazioni, ha spiegato quale sarà l'ordine d'uscita. Anzitutto scenderanno sedici uomini, tra paramedici e soccorritori, che guideranno i minatori durante le fasi di recupero.

Poi gli uomini inizieranno a salire uno per volta. «Prima i più capaci, quelli che possono descrivere meglio ai successivi come evitare i problemi in cui la capsula potrebbe incorrere. Poi quelli malati o che soffrono di qualche genere di problema. Infine, i più forti, fisicamente o caratterialmente».

Iniziamo dai più capaci: c'è Edison Pena, un atleta che fa 10 chilometri di corsa al giorno. Potrebbe essere lui la «cavia», il primo a testare le capacità dell'equipe di soccorso, il primo a rivedere la luce.

Poi i malati: c'è Jose Ojeda, diabetico; Jorge Galleguillos, iperteso; Mario Gomez, il più vecchio.

Infine i più forti. Quelli che hanno retto. Col cervello, prima che con il fisico. E chi, per quest'onore, è meglio di Luis Urzua, il leader naturale del gruppo dei 33? Quello che per giorni ha tirato su il morale al resto della ciurma, rassicurandola e incoraggiandola ad andare avanti senza impazzire; lì, in quell'inferno posto a 700 metri sotto terra. Sarebbe il finale più bello di quest'avventura. Anche Navarro è d'accordo: «potremmo seguire l'idea del capitano che è l'ultimo a lasciare la nave». Suona bene: Luis Urzua, l'ultimo a riveder la luce.

CILE, LE PRIME IMMAGINI DEI MINATORI INTRAPPOLATI

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