DAL MONDO11:12 - 08 ottobre 2010

Nobel per la Pace al cinese Xiaobo. L'ira di Pechino: «un'oscenità»

Il premio assegnato al dissidente cinese rinchiuso in carcere Liu Xiaobo, uno scrittore attivo da molti anni nella difesa dei diritti umani oppresso da una pesante dittatura. L'ira del governo di Pechino: «un'oscenità premiare un criminale condannato dalla giustizia cinese»

di Greta Privitera
<p>Nobel per la Pace al cinese Xiaobo. L'ira di Pechino:
«un'oscenità»</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

I PREMI NOBEL DAL 2000 AL 2010. SFOGLIA LA GALLERY

Il premio Nobel per la pace 2010 è stato assegnato al dissidente cinese in carcere Liu Xiaobo. E' uno scrittore attivo da molti anni nella difesa dei diritti umani.

L'8 dicembre 2008 Liu è stato privato della libertà a causa della sua adesione al movimento «Charta 08». Detenuto in un luogo sconosciuto, è stato formalmente arrestato solo il 23 giugno 2009 sulla base dell'accusa di «incitamento alla sovversione del potere dello stato».
Dopo un anno di detenzione, il 23 dicembre 2009 si è svolto il processo, il 25 è stato condannato a 11 anni di prigione e a due anni di interdizione dai pubblici uffici. La sentenza è stata confermata in appello l'11 febbraio 2010.

Liu era dato per vincente dai bookmaker e dalla televisione norvegese TV2, che l'anno scorso aveva pronosticato correttamente la vittoria a sorpresa del presidente americano Barack Obama.

Ma non si è fatta attendere la reazione del regime cinese. Subito dopo l'annuncio del premio, la polizia ha circondato l'abitazione di Liu, per impedire alla moglie di rilasciare dichiarazioni alla stampa. La diretta della Bbc sull'annuncio del Nobel è stata immediatamente interrotta.

Poco dopo è arrivato anche il commento ufficiale del governo: il premio a Xiaobo è un'«oscenità». Secondo il ministero degli esteri è stato omaggiato «un criminale» che è stato condannato «dalla giustizia cinese». La decisione, prosegue la nota, è destinata a «nuocere alle relazioni tra la Cina e la Norvegia».

Immediate le repliche europee. Il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, e le autorità tedesche hanno chiesto l'immediata liberazione del dissidente. L'Unione europea si è felicitata per l'assegnazione del Nobel a Xiaobo, ma non ha chiesto esplicitamente la sua liberazione.

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