DALL'ITALIA16:20 - 01 ottobre 2010

Intervento a un dente: finisce in coma

Un architetto di Catania è in stato vegetativo permanente dopo un banale intervento chirurgico. La moglie chiede giustizia

di Tamara Ferrari
<p>Intervento a un dente: finisce in coma</p>

«Ieri mio marito ha festeggiato 43 anni in coma. E tutto per colpa di un errore medico. Sono passati quattro mesi e ancora non abbiamo giustizia». Irene Sampognaro, 40 anni, insegnante di Catania, è stanca di aspettare che si faccia chiarezza su quello che è accaduto al marito e chiede che qualcuno paghi per i suoi sbagli. «Voglio giustizia, ma temo che non l'avrò mai. Per questo ho deciso di parlarne alla stampa».


Il primo luglio scorso suo marito, Giuseppe Marletta, un architetto di 42 anni, padre di due figli (il primo di 4 anni e mezzo e la seconda di 5 mesi) si è recato all'ospedale Garibaldi di Catania per togliere due punti di sutura da una mascella messi dopo l'asportazione della radice di un dente. E ne è uscito in coma. «I medici dicono che perché si svegli ci vuole un miracolo». E aggiunge: «Quel giorno chi doveva operarlo ha deciso di farlo in anestesia generale. Dopo l'intervento Giuseppe ha avuto un arresto cardiaco e il cervello è rimasto per troppo tempo senza ossigeno».


«Ieri mattina», aggiunge, «nostro figlio Edoardo mi ha chiesto: "Mamma, oggi che è il suo compleanno papà torna a casa, vero?". Lui non sa quello che è accaduto, pensa che il padre sia malato e che prima o poi guarirà. Come faccio a dirgli che invece è un vegetale?».
Subito dopo la tragedia, la Procura della Repubblica di Catania ha aperto un'inchiesta per lesioni gravissime. Anche l'azienda ospedaliera ha avviato un'indagine interna. «Ma finora non ci sono risultati. Il tempo passa, nessuno ci dà spiegazioni e intanto i medici che hanno sbagliato continuano a lavorare come se nulla fosse».

«Mio marito», dice Irene Sampognaro, «è stato trasportato in un centro per persone in stato vegetativo a Cefalù. Per vederlo devo fare ogni giorno due ore di macchina all'andata e altrettante al ritorno». Poi denuncia: «Nessuno ci aiuta, siamo stati lasciati soli. Io ho dovuto lasciare la nostra casa e tornare dai miei genitori. Senza di loro, e con due bambini piccoli, non so che cosa avrei fatto. Così però non posso andare avanti. Qualcuno mi aiuti ad avere giustizia».

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RISULTATI
Andrea Bovino 63 mesi fa

Una vicenda triste e indice dell’andamento del Paese. Anche io ho deciso di approfondire nel mio blog: http://vivereaorecchio.blogspot.com/2011/06/voglio-che-tutti-sappiano-la-terribile.html

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