DAL MONDO09:24 - 11 ottobre 2010

Gay pride a Belgrado, scontri con ultranazionalisti

Nel primo raduno di gay e lesbiche nella capitale serba dopo quello del 2001, sfociato anch'esso in scontri con la polizia, alcune migliaia di hooligan violenti hanno a più riprese cercato di forzare i massicci cordoni di agenti.

di Greta Privitera
<p>Gay pride a Belgrado, scontri con ultranazionalisti</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Violenti scontri fra polizia e ultranazionalisti omofobi hanno accompagnato il Gay Pride di Belgrado, più di un migliaio di omosessuali hanno manifestato in un centro storico svuotato e presidiato da oltre cinquemila poliziotti in assetto antisommossa.

Nel primo raduno di gay e lesbiche nella capitale serba dopo quello del 2001, sfociato anch'esso in scontri con la polizia, alcune migliaia di hooligan violenti hanno a più riprese cercato di forzare i massicci cordoni di agenti. Ai sassi, alle bottiglie, alle molotov e agli altri oggetti lanciati dai teppisti, la polizia ha riposto caricando duramente e facendo uso di gas lacrimogeni. L'ultimo bilancio fornito nel tardo pomeriggio dal ministero dell'interno ha dato conto di 141 feriti, dei quali 124 poliziotti e 17 manifestanti, fra cui un cittadino svizzero. Tre dei feriti, due manifestanti e un agente, sono in condizioni gravi. I fermati sono stati 207, cento dei quali poi tratti in arresto.

Distrutte fermate di bus, divelti segnali stradali, infrante vetrine e saccheggiati negozi in centro. I violenti hanno dato inoltre l'assalto con sassi e molotov alle sedi del Partito democratico (del presidente Boris Tadic) e del Partito socialista (del ministro dell'interno Ivica Dacic), e nell'occasione sono stati uditi anche colpi di arma da fuoco. Tadic e il governo avevano dato il pieno appoggio al Gay Pride di oggi, schierandosi a favore della libera espressione delle diversità. Il presidente e il governo hanno duramente condannato le violenze, promettendo la mano dura contro i responsabili.

Lo svolgimento del Gay Pride sarebbe stato un test della maturità democratica e del grado di tolleranza sociale della Serbia, impegnata a dimostrare di essere idonea a entrare nell'Unione europea.

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