DALL'ITALIA15:50 - 13 ottobre 2010

Quasi la metà degli italiani vive in zone ad alto rischio sismico

Lo racconta il primo Rapporto sullo stato del territorio italiano, che è stato realizzato dal centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi (Cng) in collaborazione con il Centro ricerche economiche e sociali di mercato per l'edizia (Cresme). Dal 1944 al 2008 «il costo del dissesto idrogeologico e dei terremoti è stato di 213 miliardi di euro»

di staff Style.it
<p>Quasi la metà degli italiani vive in zone ad alto rischio
sismico</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Sei milioni di italiani vivono nei 29 mila metri quadrati che nel nostro Paese sono considerati a «elevato rischio idrogeologico». E il 40 per cento della popolazione vive in zone ad alto rischio sismico. Lo racconta il primo Rapporto sullo stato del territorio italianò, che è stato realizzato dal centro studi del Consiglio nazionale dei Geologi (Cng) in collaborazione con il Centro ricerche economiche e sociali di mercato per l'edizia (Cresme).

E non c'è da stare tranquilli: in Italia, un milione 260 mila edifici sono «a rischio frane e alluvioni». E, di questi, «oltre 6 mila sono scuole, 531 gli ospedali»; 725 sono i Comuni italiani ad alto rischio sismico, 2344 a medio.

Più pericolosa è la Campania (un milione dei sei vive lì), seguita dall'Emilia Romagna (825 mila) e da oltre mezzo milione in Piemonte, come in Lombardia e Veneto. Non solo: dal 1944 al 2008 «il costo del dissesto idrogeologico e dei terremoti è stato di 213 miliardi di euro».

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