DAI PALAZZI10:56 - 15 ottobre 2010

Lilli Gruber: tv troppo maschilista

La conduttrice di «Otto e mezzo»: «Prevale l'attitudine a non mostrare la complessità del mondo che ci circonda». Sulla tv italiana: «E' maschilista, specchio del Paese. Mi sono ricreduta sulle quote rosa»

di staff Style.it
<p>Lilli Gruber: tv troppo maschilista</p>
PHOTO LAPRESSE

Non c'è solo il bianco e il nero. Per Lilli Gruber il compito dell'informazione è chiarire e analizzare quegli spazi grigi che si trovano in mezzo alle due tonalità principali. Tuttavia, spiega, «Prevale l'attitudine a non mostrare la complessità del mondo che ci circonda».

La conduttrice di «Otto e mezzo», il talk show politico de La7, parla di «infantilizzazione dell'informazione: a furia di semplificare abbiamo avallato un approccio semplicistico alla realtà. Nel mio programma - continua - mi impegno a evitare la rissa (che va per la maggiore nella tv italiana) e ad arginare il tasso di animosità».

Gli ascolti, per ora, sembrano darle ragione: in un anno «Otto e mezzo» ha raddoppiato i telespettatori, raggiungendo la media di un milione e mezzo di persone.

Un successo doppio, se è stato raggiunto da una donna all'interno di un sistema che privilegia gli uomini: «La tv italiana è maschilista - attacca la Gruber, unica conduttrice donna di un talk show politico - anche se La7 ha dimostrato di essere all'avanguardia. Ma in fondo - conclude amaramente - la tv è solo lo specchio di quello che avviene nel Paese dove le donne stanno sempre fuori dalla stanza dei bottoni. Per questo sulle quote rosa mi sono ricreduta».

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