DALL'ITALIA11:38 - 18 ottobre 2010

Bandiere comuniste a scuola. La direttrice: «Non sono nostre»

Polemica per un nuovo caso Adro a Livorno. La Gelmini invia gli ispettori alla scuola materna San Marco. La responsabile dei Servizi prima infanzia del Comune, spiega a Vanity News: «La bandiera è sul retro dell'edificio, vicino a una targa che ricorda la fondazione del Pci»

di Francesco Oggiano
<p>Bandiere comuniste a scuola. La direttrice: «Non&nbsp;sono
nostre»</p>
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«Ma noi non possiamo chiedere al bidello di arrampicarsi per 5 metri e togliere bandiere che non sono nostre!». Donatella Falleni, responsabile dei Servizi prima infanzia del Comune di Livorno, è ancora incredula. La scuola materna San Marco, che ricade sotto la sua direzione, presto riceverà la visita degli ispettori del ministero dell'Istruzione.

La decisione è stata annunciata dallo stesso ministro Maria Stella Gelmini, decisa a soffocare sul nascere quello che pareva un nuovo caso di Adro: secondo il quotidiano "Il Giornale" su un muro della scuola materna di Livorno sventola una bandiera del partito comunista.

Dottoressa Falleni, cosa ci fa una bandiera rossa in una scuola materna?
«Nulla, infatti non c'è. Le bandiere si trova sul retro dell'edificio, accanto alla targa che ricorda la nascita del Partito Comunista. La nostra scuola nasce infatti sulle rovine dell'ex teatro San Marco, sede della nascita del Partito comunista italiano».

Da quanto tempo sono appese?
«Vengono installata ogni anno, nel mese di gennaio, in occasione delle celebrazioni per l'anniversario della nascita del Pci. E da allora sono rimaste lì».

Sono quasi dieci mesi. Perché, magari per evitare polemiche, non avete deciso di levarle voi?
«Impossibile. Sono poste molto in alto. Per levarle servirebbero particolari attrezzature, credo non basterebbe neanche una scala. E poi, ripeto, la cosa non ci riguarda».

Nessun genitore si è mai lamentato del simbolo?
«No, anche perché l'ingresso della scuola è dall'altra parte dell'edificio. Ma so che in passato qualche cittadino si era lamentato davanti al difensore civico».

E i bambini non hanno mai fatto domande?
«Solo stamattina. Nel cortile, prima di entrare in classe, chedevano perché ci fossero tanti giornalisti e telecamere davanti alla loro scuola».

E voi cosa gli avete raccontato?
«La verità, che altro?».

E loro?
«Hanno fatto spallucce, si sono girati e sono entrati in classe».

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