DALL'ITALIA15:13 - 24 ottobre 2010

Sabrina: «Mio padre molestava Sarah? Non credo»

Dopo lo stop al «turismo dell'orrore» deciso dal sindaco, molte strade chiuse ad Avetrana (Taranto). Tornano al centro dell'attenzione i verbali dell'interrogatorio di Sabrina (nella foto, durante una processione in paese quando di Sarah si sapeva solo che era scomparsa). Clicca e leggili, assieme a tutti gli articoli sul giallo di Avetrana

di staff Style.it
<p>Sabrina: «Mio padre molestava Sarah? Non credo»</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

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Dopo lo stop al «turismo dell'orrore» deciso dal sindaco, oggi si vedono molte strade chiuse ad Avetrana (Taranto). Sono quelle che portano alle abitazioni di Sarah Scazzi, la ragazza uccisa, e a quella della famiglia Misseri, quella dove si sarebbe consumato l'omicidio. 

Il padre di Sarah, Giacomo Scazzi, muratore, ha lavorato nel cimitero per costruire un monumento-ricordo della figlia. Valentina Misseri è andata invece in carcere a trovare il padre Michele, reo confesso dell'omicidio, a cui avrebbe partecipato, secondo la sua versione, anche l'altra sua figlia, Sabrina.

Proprio i verbali di Sabrina (nella foto, durante una processione in paese quando di Sarah si sapeva solo che era scomparsa), che si proclama innocente, tornano intanto al centro dell'attenzione, con un particolare: la ragazza non crede che il padre avesse mai molestato Sarah. «Io non sapevo niente», ha detto al pm, «ecco perché io ho detto sempre: "Non capisco perché lei sia venuta tutti i giorni... cioè continuava a venire tranquillamente tutti i giorni senza dirmi nienté. E poi mi sono chiesta: "Perché non ha annotato anche questo fatto sul diario visto che lei annotava tutto"?». Sabrina ha aggiunto che «se Sarah avesse detto che mio padre ci avrebbe provato... non avrei avuto nessun dubbio anche perché Sarah non mentiva, cioé bugie non me ne diceva».


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