DALL'ITALIA11:09 - 24 ottobre 2010

Terzigno: la sospensione della discarica non basta

La notte tra sabato e domenica porta altre tre ore di scontri tra forze dell'ordine e giovani manifestanti a Terzigno (Napoli), con lanci di petardi e lacrimogeni, cariche e controcariche. Il governo offre la sospensione del lavori per la seconda discarica. La piazza e i sindaci rifiutano: devono cancellare il progetto

di staff Style.it
<p>Terzigno: la sospensione della discarica non basta</p>
PHOTO AP/LAPRESSE

La notte tra sabato e domenica porta altre tre ore di scontri tra forze dell'ordine e giovani manifestanti a Terzigno (Napoli), con lanci di petardi e lacrimogeni, cariche e controcariche. Due gli arresti, di un ragazzo e di una ragazza, entrambi di 21 anni, residenti rispettivamente a Scafati e Ottaviano, nell'hinterland vesuviano.

Il sindaco di Boscoreale, altro comune coinvolto nella protesta contro le discariche, Gennaro Langella, in proposito ha lanciato un appello per fermare i violenti. Perché la protesta, in gran parte pacifica, continua e si sta allargando a tutto il Napoletano (solo nel capoluogo si contano ormai 2.400 tonnellate di rifiuti non raccolti).
 
E continua anche la trattativa. Dal governo arriva l'offerta: sospensione a tempo indeterminato dell'apertura di Cava Vitiello, la seconda discarica nel Parco nazionale del Vesuvio, per consentire «i prelievi tecnici necessari per gli accertamenti di natura ambientale e sanitaria», in cambio viene chiesta la fine immediata delle proteste.
I manifestanti si erano già detti contrari e avevano contestato i sindaci dei comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Trecase e Terzigno che hanno illustrato l'ipotesi di intesa. Vogliono infatti garanzie, anche con un decreto legge, sull'immediata revoca del progetto della seconda discarica. Poi è arrivato anche il no ufficiale dei sindaci alla proposta, che non è stata firmata.

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