DAL MONDO13:18 - 25 ottobre 2010

Battaglia dei ponti di Nassiriya, Wikileaks smentisce i militari italiani

Il sito pubblica alcuni documenti che contraddicono la versione ufficiale della battaglia in cui morirono quattro civili, tra cui una donna incinta: dall'ambulanza irachena non partì nessuno sparo. E sulla morte del sergente Marracino: «È stato colpito dal fuoco amico»

di staff Style.it
<p>Battaglia dei ponti di Nassiriya, Wikileaks smentisce i militari
italiani</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Alcuni documenti diffusi online dal sito Wikileaks smentiscono le ricostruzioni fornite dalle autorità italiane in Iraq riguardo due episodi avvenuti nel Paese nel 2004 e ne 2005.

Il primo riguarda la «battaglia dei Lagunari», scoppiata la notte del 5 agosto 2004 sui ponti di Nassiriya. I militari italiani, posti a presidiare i ponti della città, hanno sempre raccontato che erano stati attaccati da un commando di miliziani dell'Esercito del Mahdi, scesi improvvisamente da un furgone privo di insegne o di dispositivi luminosi. Loro si erano limitati a seguire le procedure e a rispondere al fuoco, facendo esplodere l'autoveicolo nemico.

Diversa ricostruzione offrono i documenti pubblicati da Wikileaks, tra cui un indagine della procura militare di Roma e un rapporto riservato scritto tre giorni dopo i fatti dal colonnello dei lagunari Emilio Motolese: il veicolo in questione sarebbe stata una vera ambulanza, con a bordo una donna incinta, la madre, la sorella e il marito. Nessuno, dall'interno del veicolo, avrebbe sparato contro i militari italiani.

Questi, si legge in Wikileaks, avrebbero concordato una versione dei fatti unanime, che però si riferisce a un episodio distinto, avvenuto un'ora dopo. I soldati «spararono contro un mezzo che non si era fermato al checkpoint». Quindi iniziò  «una battaglia nella quale diversi insorti rimasero uccisi e altri feriti».

Il secondo episodio al centro dei documenti pubblicati dal sito riguarda la morte del militare Salvatore Marracino. Secondo la versione ufficiale il sergente perse la vita durante un'esercitazione. «Nel tentativo di risolvere un inceppamento della propria arma» spiegò l'allora vicepremier Marco Follini,  «è stato raggiunto da un colpo alla testa» esploso accidentalmente dalla sua stessa arma.

Wikileaks cita un rapporto segreto americano del 15 marzo 2005 che rivela come Marracino fu colpito dal «fuoco amico».  «Alle ore 13» del 15 marzo, si legge nel rapporto, «un (militare italiano) stava prendendo parte a un'esercitazione di tiro a Nassiriya. E' stato accidentalmente colpito (alla testa). E' stato trasferito all'ospedale in Camp (Mittica) e classificato come incidente. E' stato trasferito all'Ospedale navale di (Kuwait City). E' morto alle 16.45 circa», ora locale.

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