DALL'ITALIA09:29 - 27 ottobre 2010

Severgnini: «Quanto Berlusconi c'è in voi?»

«Il Cavaliere resiste da 17 anni e ogni volta che tengo una conferenza, da Bombay a Montevideo, tutti mi chiedono: perché?». La risposta, che Beppe Severgnini dà nel suo nuovo libro (e anticipa qui), si trova solo scavando. Sotto l’ombelico

di Silvia Nucini
<p>Severgnini: «Quanto Berlusconi c'è in voi?»</p>
PHOTO LAPRESSE

Ci sono cose che non stanno nella testa e nemmeno nel cuore, ma in un posto ancora più oscuro e profondo dove idee e sentimenti si pasticciano e per capire che cosa diventano non ci vuole lo psicologo, ma il gastroenterologo. Ce n'è di bravissimi in giro, di specialisti della pancia, ma noi in Italia abbiamo il più bravo di tutti e fa, anche e però, un altro lavoro: il presidente del Consiglio.
«Berlusconi ha saputo tenere l'orecchio sulla nostra pancia, come facevano i medici di una volta, più e meglio di chiunque altro», dice Beppe Severgnini, «per questo resiste da diciassette anni».
Per spiegare, nel dettaglio, come ci sia riuscito Severgnini ha scritto La pancia degli italiani, il suo ultimo libro, che avrà anche una versione per iPad con, in più, filmati, gallerie fotografiche e note di testo («Ogni attribuzione che faccio a Berlusconi è documentata, un vizio che ho preso lavorando all'Economist»).
Ha voluto e dovuto scriverlo, spiega, per una forma di sfinimento: «Che tenessi una conferenza a Bombay, a Pechino, a Montevideo o Helsinki, alla fine, sempre, si alzava uno e chiedeva: Berlusconi, perché? Ci sono libri che spiegano che è sbagliato e folle, altri che dicono che è bravo, punto. Io credo che la risposta sia più complicata e affascinante e ho provato a darla in queste pagine».

Giorgio Gaber disse - e lei ne fa l'epigrafe del suo libro -: «Non ho paura di Berlusconi in sé, ma ho paura di Berlusconi in me».

«Intuizione geniale. Io, ispirandomi, mi ero inventato il berluscometro, lo strumento per calcolare la quantità di Berlusconi che c'è in ogni italiano. E una volta, intervistando Veltroni, gli chiesi se lo potevo usare con lui. Naturalmente il berluscometro non esiste, ma se ci fosse e ognuno di noi lo usasse con onestà, avrebbe delle sorprese perché c'è tanto di B (così lo chiama nel libro, per brevità , ndr) in ognuno di noi. Ah, comunque
Veltroni non mi permise di usarlo».

Lei dice che gli stranieri chiedono perché, e anche i giovani chiedono perché. E gli italiani adulti?
«A sinistra non se lo chiedono perché non vogliono spiegare ciò che ritengono di dover solo condannare. A destra non se lo chiedono perché non vogliono capire ciò che ritengono sufficiente applaudire.
Al di là di elettori e detrattori c'è gente curiosa che lo vota ma è critica, che non lo vota ma non lo demonizza. Ognuno, negli anni, ha sedimentato una sua idea di questo personaggio».

L'intervista completa la trovate sul numero 43/2010 di Vanity Fair, in edicola da mercoledì 27 ottobre.

Fonte[ Vanity Fair ]

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RISULTATI
Elisa 74 mesi fa

Ecco la presentazione del libro fatta in video del libro di Beppe Servignini. http://www.youtube.com/watch?v=dkaqQFGjWFQ&feature=player_embedded

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