DAL MONDO20:28 - 28 ottobre 2010

Mr Brown (delle Iene) fa cantare i bambini di Haiti

Andrea Pellizzari, nei panni dello stampalato insegnante di inglese del programma tv Le Iene, è partito per la nazione americana e ha fatto cantare ai bambini terremotati una riedizione di «London Bridge». Il cd che ne è uscito sarà venduto in tutti i negozi di dischi e i fondi raccolti serviranno a costruire un nuovo orfanotrofio

di Francesco Oggiano
<p>Mr Brown (delle <em>Iene</em>) fa cantare i bambini di Haiti</p>

Mr Brown va ad Haiti. Andrea Pellizzari, nei panni dello stampalato insegnante di inglese del programma tv Le Iene, è partito per la nazione americana nel maggio scorso, a cinque mesi dal sisma che ha provocato più di 230mila vittime e 3 milioni di senzatetto.

Qui ha fatto ballare e cantare ai bambini terremotati dell'orfanotrofio «Kay Saint Helene» una riedizione della popolare canzone inglese «London Bridge». Il risultato è un cd, con all'interno anche un videoclip che verrà venduto in tutti i negozi di dischi al costo di 5 euro. I fondi raccolti andranno alla «Fondazione Francesca Rava Nph», che li investirà nella costruzione di un nuovo orfanotrofio.

Andrea Pellizzari, com'è nato questo progetto?
«E' stato partorito dall'incrocio tra due cene distinte. La prima è avvenuta a febbraio, con Bob Cornelius Rifo, produttore del gruppo elettronico dei Bloody Beetroots. Per scherzo gli proposi di fare una versione electro-pop della canzone 'London Bridge'. La seconda si è tenuta mesi dopo, organizzata dalla 'Fondazione Francesca Rava' con lo scopo di raccogliere fondi per Haiti. Visto che volevo realizzare da tempo un progetto in prima persona, ho proposto alla fondazione di realizzare questa canzone. Bob mi ha preparato la base e sono partito».

Che cosa ha trovato lì?
«Un Paese distrutto. Piegato da anni di povertà, sfibrato dai continui rovesciamenti politici, annientato dai quattro uragani degli ultimi dieci anni e infine abbattuto dall'uragano».

Le macerie sono ancora in strada.
«E i cadaveri ancora sotto le macerie. Le persone muoiono ogni giorno e non trovano una degna sepoltura. Io stesso ho visto bare fatte di cartapesta e inceneritori pronti a cremare corpi senza vita. Lo Stato, non esiste. E le strade sono piene di bambini abbandonati che non sanno dove andare».

A proposito di bambini, lei ha fatto cantare quelli del coro dell'orfanotrofio di Haiti. Come l'hanno accolta?
«Non lo so, ancora devo capirlo. Sono vittime di traumi inimmaginabili ed è difficile leggere nei loro volti. Il set è stato per loro un bellissimo gioco, ma non siamo certo riusciti a toglierli l'orrore che gli si è sedimentato nella testa».

Crede molto nella beneficenza. Ma c'è chi critica la «solidarietà dei vip», pronti a farsi riprendere da stuoli di cameramen mentre camminano tra le macerie.
«Sì, lo so. La differenza è l'impegno e la dedizione che uno ci mette. Sto seguendo questo progetto in prima persona da almeno 4 mesi, trascurando radio e tv. Perché per fare beneficenza ti devi sporcare le mani. Io stesso tornerò ad Haiti per controllare gli investimenti fatti con i soldi raccolti».

Che somma vi aspettate di ricavare?
«Impossibile prevederlo, si tratta di un progetto senza precedenti. Qui non c'è una band di grido o una star di Hollywood che presta il proprio volto. Qui c'è uno con un impermeabile e un papillon che fa cantare il coro di un orfanotrofio. E' un nuovo tipo di solidarietà: un orfanotrofio di Haiti canta per costruire un nuovo orfanotrofio di Haiti. E' questa la magia, capito?».

Capito. Vuole lanciare un invito a comprare il cd?
«Sono solo 5 euro: compratelo, regalatelo, fatene quel che vi pare. Quel che conta è che avrete messo anche voi un mattone per l'orfanotrofio».

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RISULTATI
Elly 66 mesi fa

Meraviglioso cuore generoso..

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