DALL'ITALIA15:04 - 28 ottobre 2010

L'accusa della Cei: «Famiglia italiana tradita dal fisco, dai divorzi e dalle coppie gay»

Nei suoi «Orientamenti pastorali per il prossimo decennio» l'associazione dei vescovi parla di una famiglia italiana destabilizzata, senza «sostegni culturali, sociali, fiscali ed economici» adeguati

di staff Style.it
<p>L'accusa della Cei: «Famiglia italiana tradita dal fisco, dai
divorzi e dalle coppie gay»</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

La famiglia italiana si ritrova tradita, minacciata dai divorzi sempre più numerosi, da un sistema fiscale che «disincentiva la procreazione» e anche dai tentativi di equipararla «alle forme di convivenza tra persone dello stesso sesso». La Conferenza episcopale italiana lancia una pesante accusa alla società italiana nei suoi «Orientamenti pastorali per il prossimo decennio».


La famiglia tradizionale, si legge nel testo, è spesso lasciata sola, senza «sostegni culturali, sociali, fiscali ed economici» adeguati e «alle prese con la difficoltà di conciliare i propri tempi con quelli dell'impegno lavorativo, destabilizzata dal diffondersi di stili di vita che rifuggono dalla creazione di legami affettivi stabili come dai tentativi che la vorrebbero equiparare a forme di convivenza tra persone dello stesso sesso».

La sua debolezza «non deriva solo da motivi interni alla vita della coppia e al rapporto tra genitori e figli», ma anche dai «condizionamenti esterni: il sostegno inadeguato al desiderio di maternità e paternità, pur a fronte del grave problema demografico; la difficoltà a conciliare l'impegno lavorativo con la vita familiare, a prendersi cura dei soggetti più deboli, a costruire rapporti sereni in condizioni abitative e urbanistiche sfavorevoli».

Il documento critica anche i genitori italiani: in troppi, secondo i vescovi, «soffrono un senso di solitudine, di inadeguatezza e, addirittura, d'impotenza. Padri e madri faticano a proporre con passione ragioni profonde per vivere e, soprattutto, a dire dei 'no' con l'autorevolezza necessaria».

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