DALL'ITALIA08:45 - 28 ottobre 2010

Omicidio Borsellino: Spatuzza riconosce un agente segreto

Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza ha riconosciuto tra i partecipanti all'organizzazione dell'omicidio di Paolo Borsellino un uomo molto somigliante al funzionario dei servizi segreti Lorenzo Narracci

di staff Style.it
<p>Omicidio Borsellino: Spatuzza riconosce un agente segreto</p>

Il pentito di mafia Gaspare Spatuzza ha riconosciuto tra i partecipanti all'organizzazione dell'omicidio di Paolo Borsellino un uomo molto somigliante al funzionario dei servizi segreti Lorenzo Narracci, attualmente in servizio all'Agenzia per la sicurezza interna (Aisi), già indagato dalla procura di Caltanisetta nell'ambito della strage di Via D'Amelio. Spatuzza lo avrebbe indicato, anche se non con certezza assoluta, due volte: in foto e in un confronto all'americana.

Stando alle dichiarazioni del pentito, l'uomo estraneo a Cosa Nostra e molto somigliante a Narracci era presente nel garage in cui si stava preparando l'autobomba, una Fiat 126 imbottita di tritolo, che avrebbe poi ucciso il giudice e i suoi cinque uomini della scorta in Via D'Amelio.

Narracci è stato riconosciuto anche da Massimiliano Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino colluso con la mafia, e ha raccontato ai magistrati  che Narracci aveva incontrato suo padre nella sua abitazione. Fatto che l'agente segreto ha sempre smentito.
Narracci è  ora indagato a piede libero con l'ipotesi di concorso in strage.

Intanto il fratello del giudice Borsellino, Salvatore fa appello agli italiani e al mondo politico in difesa dei magistrati che si stanno occupando del caso: «Speriamo che nessuno intralci quei magistrati eccezionali che stanno togliendo il velo per arrivare alla verità: Antonino Ingroia, Nino Di Matteo e Sergio Lari», ha dichiarato.
Lo stesso Borsellino, come responsabile del movimento delle Agende Rosse, ha organizzato per il 20 novembre una manifestazione a Palermo, Roma, Firenze e Milano a sostegno  di questi magistrati: «Ho grande paura che possa succedere qualcosa - ha dichiarato -. Il pericolo può arrivare da quelle stesse persone che hanno messo le bombe in via D'Amelio, e non mi riferisco ai mafiosi. Tutto è legato a quell'infame trattativa tra Stato e mafia».

VAI ALLA PAGINA DELLE NEWS


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Alberto 74 mesi fa

Mi sembra assurdo ma non improbabile. Colgo l'occasione per rivolgere una preghiera ai Signori Magistrati: come è possibile che, pur essendoci le leggi, gli arresti delle Forze dell'ordine non si mettono in galera gli assassini? Ma in che paese viviamo! Speriamo che ad Avetrana rimangono in galera tutti i responsabili. Alberto Foggia

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).